Domenica, 17 Novembre, 2019

Governo: no al calo dell'Irpef, sì al taglio del cuneo fiscale

Scompare il calo dell'Irpefc'è il taglio del cuneo Def, pressione fiscale cala al 42,3% nel 2017. Scompare calo Irpef da riforme, ma c’è taglio cuneo
Esposti Saturniano | 14 Aprile, 2017, 17:00

Gentiloni comunque intende "dare continuità alla riduzione del carico fiscale gravante su cittadini e imprese, e proseguire con il taglio dei contributi sociali iniziando dalle fasce più deboli della popolazione come giovani e donne".

Il governo conferma l'impegno a "trovare spazi per operare misure espansive e di riduzione della pressione fiscale in continuita' con le misure introdotte negli anni precedenti" ma non fa alcun riferimento al taglio delle aliquote Irpef, un caposaldo del programma del governo Renzi da conseguire entro la fine legislatura. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al documento di economia e finanza e alla manovra correttiva di bilancio chiesta da Bruxelles da 3,4 miliardi, accompagnata da una serie di misure per la crescita e di sostegno alla povertà. Tre gli ambiti di intervento indicati: "il varo del reddito di inclusione, misura universale di sostegno economico ai nuclei in condizione di poverta' che prendera' il posto del sostegno per l'inclusione attiva, con un progressivo ampliamento della platea di beneficiari (gia' nel 2017 oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone), con una ridefinizione del beneficio economico condizionato alla partecipazione a progetti di inclusione sociale e un rafforzamento dei servizi di accompagnamento verso l'autonomia; il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà (carta acquisti per minori e l'assegno di disoccupazione Asdi); il rafforzamento e coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali". E' quanto si legge nel Def approvato ieri dal governo, promosso dal presidente della Commissione europea.

PER CALO DEBITO ANCHE RIFORMA CONCESSIONI: Privatizzazioni, dismissioni del patrimonio immobiliare ma anche riforma delle concessioni. In particolare sul fronte delle concessioni "sarà fondamentale dare attuazione alla legge delega di riforma approvata, tenendo conto delle best practices internazionali". Tra gli interventi si prevede anche la "realizzazione di un piano triennale di valorizzazione degli asset strategici".

Da riforme +2,9 punti Pil in 5 anni, 10 a regime In base a quanto calcolato dal governo nel Piano Nazionale di Riforma, le riforme avranno un impatto positivo sulla crescita pari a 2,9 punti di Pil in cinque anni rispetto allo scenario base, di 4,7 punti in 10 anni e di 9,9 punti nel lungo periodo. Impatto più limitato dalle riforme sulla giustizia e da quella sui crediti deteriorati bancari e procedura fallimentari che valgono un decimale ciascuno. "Anche sulla scorta della riforma della procedura di formazione del bilancio, si attuerà una nuova revisione della spesa". E a contribuire sara' un nuovo round di spending review con tagli ai ministeri che dal 2018 saranno almeno di un miliardo e saranno oggetto di un Dpcm. E sul discusso utilizzo di circa 10 miliardi del fondo "salva-banche", il governo ipotizza per la ricapitalizzazione precauzionale delle banche in difficoltà "un utilizzo pari a circa metà delle risorse rese disponibili con il decreto" del 23 dicembre scorso, che creava un fondo ad hoc, da utilizzare per il solo 2017, di 20 miliardi. E pronto a concretizzarsi dal 2018 quando, stando proprio a quanto riportato nello stesso Def, scatteranno le clausole di salvaguardia sui conti pubblici che causeranno un aumento dell'Iva al 25%.

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