Martedì, 19 Novembre, 2019

Il giudice ferma Uber, semaforo rosso in Italia

Giudici, stop a servizio app Uber Black Dal tribunale un altro stop a Uber, bloccate le app del gruppo
Esposti Saturniano | 08 Aprile, 2017, 20:42

Il Tribunale di Roma ha ordinato, entro 10 giorni, il blocco dei servizi del gruppo in Italia tramite la app Uber Black, Uber-Lux, Uber-Suv, Uber-X, Uber-XL, UberSelect e Uber-Van. I nomi indicano semplicemente le differenze legate alla tipologia, alle dimensioni e alla gamma di vetture (furgoni, Suv, berline e così via).

Siamo allibiti per quanto annunciato dall'ordinanza, che va nella direzione opposta rispetto al decreto Milleproroghe e alla normativa europea. "Il Governo non può perdere altro tempo ma deve decidere se rimanere ancorato al passato, tutelando rendite di posizione, o permettere agli Italiani di beneficiare di nuove tecnologie come Uber". Occorre considerare, infine, che i drivers e le auto da questi utilizzate non sono sottoposti ad alcuna licenza comunale né ai diversi obblighi e controlli che la legge prevede per lo svolgimento del servizio di Taxi; è la stessa Uber, infatti, che verifica ed eventualmente concede l'autorizzazione al proprio autista affinché quest'ultimo possa svolgere il servizio di trasporto utenti.

Il tribunale capitolino ha accolto la tesi sostenuta dal team di legali ingaggiato dalle corporazioni di tassisti e coordinato dall'avvocato Marco Giustiniani, secondo cui Uber ha operato in condizioni di concorrenza sleale su tutto il territorio italiano. In pratica tutte le attività della società in Italia. Lo stop ad Uber è un provvedimento particolarmente restrittivo e "retrogrado": se Uber Pop è stata bandita in ogni paese, Uber Black e compagni sono attivi in quasi tutta Europa.

Alla fine, hanno vinto i tassisti. Questo perché gli autisti Uber non sono soggetti a "tariffe predeterminate dalle competenti autorità amministrative potendo selezionare "prezzi più competitivi" a seconda "delle esigenze di mercato".

La questione Uber in Italia è conosciuta da molti e non ci dilungheremo nel descriverla.

Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Uil Trasporti, Fit Cisl e Associazione tutela legale taxi invece esultano per il successo "in questa battaglia contro una grossa multinazionale che ha lavorato in Italia violando le leggi esistenti". A fare le spese di tale decisione saranno gli utenti, le cui possibilità di scelta saranno fortemente limitate, e che senza una reale concorrenza subiranno senza dubbio rincari delle tariffe per il trasporto non di linea.

Per l'associazione di consumatori Codacons è invece la sentenza "riporta al Medioevo".

"Tribunale Roma decide inibizione Uber in Italia entro 10 giorni".

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