Martedì, 16 Luglio, 2019

Guerra Siria: emittente russa mostra immagini della base colpita da Usa

Raid Usa in Siria, 59 missili sulla base aerea di Assad Attacco alla Siria, gli Usa lanciano. 59 missili contro una base aerea
Esposti Saturniano | 08 Aprile, 2017, 01:54

La prima azione militare del neo presidente è un'importante presa di posizione contro la guerra che sta imperversando in Siria dal 2011. Sempre secondo la difesa di Mosca l'attacco Usa è stato "di bassa efficacia". Subito dopo il bombardamento americano la Russia ha annunciato la sospensione dell'accordo con gli americani per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza nello spazio aereo siriano e ha chiesto al Consiglio di sicurezza una riunione di emergenza. Ma gli Stati Uniti hanno agito da soli, lanciando a Putin un messaggio forte. Ma questo non vuol dire che Assad smetterà di uccidere i cittadini siriani, anche perché nonostante il ricorso alle armi chimiche l'esercito siriano preferisce utilizzare strumenti militari più convenzionali che provocano un ormai molto ridotto impatto emotivo sull'opinione pubblica internazionale. Per molti di loro e' stata una morte lenta e dolorosa.

Fino a una settimana fa, il team del presidente USA sembrava avere intenzione di tenersi alla larga da una crisi siriana giudicata ormai inestricabile: "Tocca al popolo siriano decidere se continuare o no ad essere governato da Assad". C'è però da dire che giovedì i russi erano stati avvertiti dell'attacco dagli USA, proprio per evitare incidenti e nonostante questo secondo la CNN non avrebbero schierato le difese antiaeree. "Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore". Poi si l'appello a tutte le "nazioni civilizzate".

Dura le reazione della Russia che considera il raid missilistico degli Usa in Siria "un atto di aggressione nei confronti di una nostro alleato". Come risultato "la crisi dei rifugiati continua ad aggravarsi e la regione a destabilizzarsi", ha spiegato, "minacciando gli Stati Uniti e i suoi alleati".

FRANCIA/GERMANIA. In un comunicato congiunto il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno detto che il leader di Damasco Bashar al Assad ha "la sola responsabilità" di quanto è accaduto dopo il sospetto attacco chimico. La portavoce ha aggiunto che "Juncker è stato inequivocabile nella sua condanna dell'uso delle armi chimiche e sul fatto che il ripetuto uso delle stesse doveva avere una risposta".

Anche Germania e Gran Bretagna hanno detto di essere state messe al corrente da Washington. Sempre secondo la Sana, i missili statunitensi non hanno colpito solo la base militare, ma anche abitazioni civili nei villaggi circostanti.

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