Lunedi, 22 Luglio, 2019

Trump: dazi su merci UE in arrivo? Le aziende italiane più colpite

Usa, Trump si appresta a sfidare la Cina Il governo americano vuole mantenere i dazi Trump studia dazi su Vespa, Perrier e Roquefort per replicare al bando sulla carne Usa trattata con ormoni
Evangelisti Maggiorino | 05 Aprile, 2017, 00:29

L'ipotesi del Wall Street Journal collega questa mossa ad un precedente contenzioso tra Usa e Ue che risale ai tempi di George W. Bush, non risolto da Obama. Non tocca solo ai nostri prodotti, anche al formaggio francese Roquefort sembra aspetterà la stessa sorte.

A quanto pare, qualora si decidesse di metter in pratica l'azione dei dazi, dietro la presa di posizione ci sarebbe un malcontento degli allevatori di carni americani, causa il divieto dell'Europa di importare prodotti da allevamenti contenenti ormoni.

"Siamo in una guerra commerciale", ha sottolineato il 79enne ex imprenditore, fedelissimo di Trump, "ci siamo da decenni".

Torna il protezionismo negli Stati Uniti con nuovi decreti.

Quali che siano le ragioni, il progetto del presidente Usa è comunque uno dei punti del suo programma, e quello che conta è che l'introduzione di dazi del 100% sui beni provenienti dall'Unione europea da parte del presidente Trump andrebbe a danneggiare notevolmente gli affari di moltissime aziende tra cui anche quelle italiane.

Stando a quanto scrive il Wall Street Journal, il provvedimento sarebbe conseguenza delle proteste degli allevatori statunitensi, colpiti dal bando imposto dall'UE sulla carne di manzo USA di bovini trattati con gli ormoni. Ora è il turno degli interscambi commerciali con un 100 per cento di dazi in più per l'intera Europa. La qualità è crescita e benessere per tutti. "In questo momento, - ha incalzato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, - di tutto abbiamo bisogno tranne che di tensioni commerciali che non trovano giustificazione né nel contenuto né, tantomeno, nel contesto del fondamentale rapporto strategico tra i due più importanti partner commerciali e di investimento al mondo". "Se gli Stati Uniti dovessero imporre dazi anche nel settore vitivinicolo - spiega Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - per noi sarebbe un grande problema visto che il mercato Usa rappresenta il 20% del nostro export, il primo a livello internazionale, con 12 milioni di bottiglie e un valore di oltre 80 milioni di euro".

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