Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Sanità, Lorenzin vuole abolire il ticket: domani vede le Regioni

Ticket 1,4 miliardi di euro pagati dagli Italiani per curarsi. Tre ipotesi di riforma Addio ai ticket? Allo studio detrazioni legate al reddito
Machelli Zaccheo | 04 Aprile, 2017, 23:41

Far pagare un po' di più i ricchi per garantire l'assistenza sanitaria a tutti i più poveri.

Il problema è stato individuato nei ticket, la tassa sulla sanità che è stata introdotta nel 1989 per cercare di dare respiro a un sistema che ormai non poteva più reggersi esclusivamente sui fondi dello Stato.

Il sistema dei ticket sanitari potrebbe essere presto rivoluzionato. A breve illustrerà il progetto alle Regioni che dovrebbero accettare senza riserve il suo piano sempre che non incida sulle loro spese. Oggi tutti i contribuenti possono detrarre dalle imposte versate il 19%. Il risparmio permette di eliminare la tassa, ma taglierebbe fuori gli incapienti, ovvero chi ha entrate troppo basse per pagare le tasse o ne paga poche per beneficiare dello sconto. A meno di non trovare una forma per monetizzarle, la revisione delle detrazioni sembra complessa. L'idea di base è dunque quella di eliminare i ticket e sostituirli con una serie di misure compensative.

Ci sono poi le prestazioni ambulatoriali in cui "l'importo dovuto dall'assistito è pari alla somma delle tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta" (con qualche eccezione su base regionale, fino ai 46 euro della Regione Sardegna); mentre per le prestazioni di pronto soccorso la legge prevede "il pagamento di un ticket di 25 euro per le prestazioni erogate in Pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, classificate con 'codice bianco' (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche) ad eccezione di traumi e avvelenamenti acuti" (non c'è ticket per codici rosso, giallo e verde, invece).

Allo studio una revisione delle soglie di esenzione, attualmente valgono circa 8 miliardi di euro, con uno spostamento più favorevole in direzione delle fasce più deboli, i poveri e gli anziani. Ne sarebbero incaricate le singole Regioni, spiega il Corriere, che già amministrano da sole il ticket sulla spesa farmaceutica, sulle prestazioni specialistiche e sull'accesso al pronto soccorso.

In alternativa, si potrebbero rivedere le attuali soglie di esenzione che riguardano gli over 65 con reddito inferiore ai 35mila euro, i disoccupati con reddito inferiore agli 8.500 euro e coloro che beneficiano di una pensione sociale.

Altre Notizie