Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Emiliano: nuova accusa davanti al Csm, come candidato Pd

Michele Emiliano in una Michele Emiliano in una
Evangelisti Maggiorino | 04 Aprile, 2017, 17:28

Michele Emiliano ha violato il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici, anche candidandosi alla segreteria del Pd.

Il Procuratore generale della Repubblica, Carmine Sgroi, dichiara di agire anche "a garanzia" del magistrato sotto processo, Michele Emiliano, perchè quanto gli è stato contestato riguardava i periodi precedenti dal 2007 al 2016, per cui aggiunge un nuovo capo d'accusa: "La recente iscrizione al partito, per poter concorrere alla Segreteria del PD", onde evitare la reiterazione dell'accusa. Si tratta di un'integrazione della originaria incolpazione, che arriva sino ai giorni nostri. Richiesta che tuttavia il governatore si è visto respingere dal Csm che ha rinviato tutto all'8 maggio. Una scelta temporale che non sembra turbare Emiliano: "tutto tranquillo, sono le regole del processo", si limita a dire ai giornalisti che lo sollecitano inutilmente a dire di piu'. Nessuno commento sulla data, invece, dal suo difensore, il procuratore di Torino Armando Spataro. In realtà anche una mossa cautelativa, per annullare il rischio di prescrizione, dato che l'azione disciplinare è stata promossa nel 2014 per fatti risalenti a diversi anni addietro.

In Calabria secondo Emiliano è molto difficile immaginare "il rinnovamento della classe politica, spesso cambiano i posizionamenti, ma sono sempre le stesse, purtroppo" perché "i giovani se ne vanno quasi tutti e vi rimangono soltanto quelli che hanno maggiore sostegno da parte delle loro famiglie".

In particolare, era stato chiesto di convocare i parlamentari Felice Casson, Doris Lo Moro, Stefano Dambruoso e Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia della Camera, l'eurodeputata Caterina Chinnici, il ministro per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, i sottosegretari Cosimo Ferri e Domenico Manzione e l'assessore della Regione Sicilia Vania Contrafatto. Il caso Emiliano ha comunque una sua unicita' e a rilevarla e' il neo presidente dell'Anm, Eugenio Albamonte: "Finora - osserva - non avevamo avuto magistrati che avessero ambizione di guida politica di un partito".

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