Lunedi, 11 Novembre, 2019

Google lancia PAX per fermare la guerra dei brevetti

Google agli sviluppatori ottimizzare le app per adattarle ai nuovi smartphone Android Play Store: nel 2017 ci sarà un boom di fatturati
Deangelis Cassiopea | 04 Aprile, 2017, 17:10

PAX ha lo scopo di scoraggiare i così detti "troll dei brevetti", rendo le licenze gratuite. Si chiama PAX e altro non è che un accordo di cross-licensing per evitare controversie legali sui brevetti software.

See si somma però la spesa per le applicazioni sul Play Store (il negozio ufficiale di Google) e sulle piattaforme di terzi (i negozi di app di Huawei, Xiaomi e Baidu ad esempio), quest'anno per la prima volta le entrate dalle app Android saranno maggiori di quelle della Mela morsicata. Fino ad ora sono stati messi a disposizione più 230.000 che appartengono alle società sopra citate.

Il gruppo, il cui nome è "Android Networking Cross License", più semplicemente PAX, è d'accordo di condividere alcuni brevetti riguardo le "applicazioni Android e Google".

PAX è l'ultimo innovativo sforzo di licenza che Google ha contribuito a sviluppare al fine di fornire soluzioni di brevetto equilibrate. Iniziative come queste e PAX, spiega Google, "sono tra i tanti modi attraverso cui la società contribuisce a sistemi brevettuali equi ed equilibrati in tutto un mondo interconnesso". Le aziende che si uniranno a questo progetto, in pratica, daranno l'assenso affinché i brevetti condivisi possano essere utilizzati anche da altre compagnie senza che vi sia alcuna citazione in giudizio.

Il numero di tutti gli utenti attivi ha raggiunto l'incredibile cifra di 1,6 miliardi in tutto il mondo e Google vuole garantire che i produttori di smartphone non vengano coinvolti in guerre di brevetto per continuare a innovare e dedicare le loro risorse alla creazione di nuovi prodotti.

Dopo diverse battaglie sui brevetti relativi al design e funzioni delle applicazioni, finalmente Google, Samsung, LG and HTC hanno deciso di siglare un nuovo accordo per difendersi collettivamente contro cause e "beghe" legali. Quindi non dovrebbe includere tutti quei brevetti sulla componentistica hardware non necessariamente legata all'ecosistema Android.

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