Martedì, 25 Giugno, 2019

Istat: balzo del potere di acquisto, +1,6% nel 2016, top dal 2001

Istat Italia meno indebitata nel 2016 aumenta potere acquisto Rialzo top per il potere d'acquisto delle famiglie, ma gli ultimi mesi del 2016 smorzano l'entusiasmo
Esposti Saturniano | 04 Aprile, 2017, 13:24

Lo rende noto l'Istat in un comunicato.

L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel quarto trimestre del 2016 è stato del 2,3%, stabile rispetto al corrispondente trimestre del 2015. La relativa incidenza sul Pil è stata pari a 1,7%, invariata rispetto al quarto del 2015. Nel 2016, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario risulta positivo e pari all'1,5% del Pil, invariato rispetto al 2015. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è così scesa di un punto percentuale all'8%, sempre su base trimestrale.

Risale anche la quota di profitto delle imprese, raggiungendo nel 2016 il valore annuo più alto da cinque anni (al 42,0%), che registra un avanzamento anche su base trimestrale (+0,3% tra ottobre e dicembre). L'attivo del saldo corrente è sceso da +2,5% a +0,9%. Mentre in finale d'anno, quarto trimestre del 2016 sul quarto trimestre del 2015, diminuiscono sia il reddito disponibile che il potere d'acquisto, i consumi invece crescono a "danno" della propensione a mettere da parte, in decisa contrazione. Rispetto al 2015 c'è un lieve rallentamento (era cresciuta dell'1,5%), ma anche l'ultimo trimestre del 2016 vede la freccia puntare verso l'alto, con un incremento congiunturale dello 0,5 per cento.

Rapporto deficit/PIL Italia stabile nel trimestre. A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi delle famiglie, il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento è poi aumentato al 20,5% (+0,6 punti percentuali).

Il potere d'acquisto è aumentato dell'1,6%. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 3,7%.

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