Lunedi, 18 Novembre, 2019

Brexit: Johnson, inconcepibili cambi sovranità a Gibilterra

La Rocca di Gibilterra vista da La Linea de la Concepcion in Spagna il 28 marzo 2017 La Rocca di Gibilterra vista da La Linea de la Concepcion in Spagna il 28 marzo 2017
Evangelisti Maggiorino | 04 Aprile, 2017, 12:32

Lo ha detto il ministro degli esteri Boris Johnson arrivando al Consiglio esteri a Lussemburgo, che in agenda ha le crisi in Siria, Yemen e Libia. Madrid ha sempre contestato lo status quo, nonostante in anni recenti gli abitanti di Gibilterra avessero respinto nettamente in due referendum (1967 e 2002) il ritorno alla sovranità spagnola. Nella bozza di posizione dei 27, Tusk ha indicato fra l'altro che dopo l'uscita del Regno Unito nessun accordo fra l'Unione e Londra "potrà essere applicato al territorio di Gibilterra senza un consenso fra Spagna e Regno Unito".

Ovviamente, come riportano sia The Guardian sia ABC, questa decisione ha suscitato una forte indignazione in Gran Bretagna e soprattutto nel Primo Ministro, Theresa May, la quale ha contattato il capo del governo di Gibilterra, Fabian Picardo, per ribadire il suo supporto. Madrid ha porposto una sovranità condivisa.

Il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, nel fine settimana ha assicurato che il suo paese è pronto a fare qualsiasi cosa per proteggere Gibilterra, poiché i suoi abitanti "hanno espresso chiaramente la volontà di non essere governati dalla Spagna". "È evidente però che la tradizionale flemma britannica in questo caso è andata a farsi benedire". Se il leader Laburista, Jeremy Corbyn, non ha finora rilasciato commenti sulla vicenda, molti giornali d'oltremanica hanno dato spazio alle parole dell'ex ministro degli Esteri, Jack Straw, che ha definito l'idea di uno scontro armato per Gibilterra "assurda" e "in odore di nazionalismo da 19esimo secolo". Si fa incendiaria stavolta la retorica bellicosa che sta accompagnando i primi passi ufficiali della Brexit. Altri leader europei hanno poi sollevato la questione del rimborso da circa 60 miliardi di sterline che Londra dovrebbe versare nelle casse UE in seguito alla "Brexit". Proprio quest'ultimo, intervistato dal The Guardian, afferma che "Gibilterra non sarà una pedina di scambio durante le negoziazioni".

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