Lunedi, 22 Luglio, 2019

Omicidio di Alatri: oggi l'autopsia sul corpo di Emanuele Morganti

Alatri rissa tra gruppi di conoscenti del ragazzo ucciso fuori dalla discoteca Omicidio Alatri: uno dei fermati era stato arrestato per droga la sera prima
Evangelisti Maggiorino | 02 Aprile, 2017, 21:18

Si ritiene che all'origine della ferocia insensata messa in atto da Castagnacci e dal fratellastro Paolo Palmisani, l'altro fermato, vi sia stata l'assunzione di un mix di droghe e alcol. Una volta portato di peso fuori dal locale, Morganti avrebbe chiesto spiegazioni ai buttafuori sul motivo per cui era stato allontanato: secondo le testimonianze Morganti ha poi iniziato a discutere anche con Palmisani, che lo avrebbe preso inizialmente a schiaffi, insieme a Castagnacci. Il gip Anna Maria Gavoni ha infatti deciso di convalidare il fermo dei due giovani, che oggi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia. "Ero in piazza quella sera, ma non ho partecipato alla rissa", ha detto l'indagato al procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco. A rivelare in che modo lo studente 20enne di Alatri, la notte tra venerdì e sabato, è stato massacrato di botte da un gruppo di una decina di aggressori è l'autopsia dell'istituto di medicina lega le di Tor Vergata. Intanto Alatri si prepara ad accogliere la salma di Emanuele Morganti che verra' esposta in una camera ardente. Chiede una verifica sulla correttezza delle procedure anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, mentre il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, ribadisce che "lo Stato c'è e la risposta di giustizia sarà efficace e tempestiva". Le difficoltà delle indagini derivano anche dalla grande quantità delle versioni dei testimoni sentiti: "Molti sono stati ascoltati, alcuni sono stati reticenti, omertosi, altri solo suggestionati dal fatto gravissimo e confusi e ciò può avere determinato ricordi attendibili". "E' una tragedia enorme, una storia inspiegabile". Due ballerine di lap dance ma soprattutto due madri, che si esibivano nei locali del Trevigiano per assicurare un futuro migliore ai propri figli, in.

Per anni politici e giornalisti hanno soffiato sul fuoco della paura, dell'invasione degli albanesi che rubavano il lavoro agli italiani, che "erano tutti delinquenti". Non so il motivo, il mio compito è quello di tutelare l'interesse del locale. Ho dimostrato che non c'era pericolo che fossero commessi altri reati e il giudice ha accolto la richiesta di lasciarli a piede libero fino al processo. "Il manganello che aveva in auto uno dei miei due assistiti era facilmente riconoscibile - ha continuato - dato che è molto colorato e con la scritta 'boia chi molla'". Dunque il passato è carico di segnali del nostro presente, anche del passato remoto dell'Homo sapiens che viveva più alla stregua degli altri primati, dove i giovan, più impulsivi, aggrediscono facilmente per futili motivi.

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