Venerdì, 19 Luglio, 2019

Donald Trump torna al carbone per creare lavoro

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Evangelisti Maggiorino | 02 Aprile, 2017, 18:03

Cancellata la direttiva che quantificava i danni provocati dalle emissioni di anidride carbonica e anche il divieto temporaneo sul rilascio di nuove concessioni di carbone. Questa norma, però, è tuttora bloccata dalla Corte Suprema USA, a causa della battaglia legale intavolata da un nutrito gruppo di Stati che si oppone alle restrizioni ambientali.

Il problema vero, per Trump, per gli americani e per il resto del mondo è che la logica economica che sta dietro l'ordine esecutivo di Trump appartiene alla preistoria fossile di un mondo che si sta rapidamente evolvendo in tutt'altra direzione - a cominciare dalla Cina - e che la sua politica energetica isolazionistica impedirà agli Usa di competere economicamente con gli alti giganti economici mondiali.

La politica di Trup è criticata da vari osservatori anche per motivi economici e politici: lo slancio data all'attività estrattiva non necessariamente si trasformerà in più posti di lavoro, dato che l'impiego di macchine nell'attività estrattiva è in forte crescita.

Trump ha minacciato d'imporre tariffe punitive fino al 45 per cento ai beni cinesi, durante la campagna elettorale, accusando Pechino di giocare sul valore dello yuan per pompare il suo export.

"Per decenni, il potere carbone pulito è stato un motore economico fondamentale per la Navajo Nation con la creazione di migliaia di posti di lavoro e entrate consistenti per il nostro popolo".

Con il suo ordine esecutivo Donald Trump ha messo una pietra tombale sulle politiche energetiche e climatiche di Barack Obama e, come dice Joe Romm di Climate Progress, "Se non viene fermato, il punto finale di questo approccio è la rovina della vivibilità climatica e l'inutile sofferenza per miliardi di persone per i decenni a venire". Per molti questa cifra andrebbe rivista al rialzo, ma gli uomini di Trump vorrebbero abbassarla, magari considerando i danni che i cambiamenti climatici fanno solo negli Stati Uniti, e non a livello globale. Al momento il tratto distintivo dell'amministrazione Trump, infatti, non è stata la presunta tendenza verso l'autoritarismo, bensì la confusione dimostrata in più occasioni.

Che a Trump piaccia o meno, l'industria del carbone non è entrata in crisi per colpa delle politiche ambientali, ma principalmente perché il mercato è passato oltre, rendendo anti-economico il suo ciclo produttivo ed il suo utilizzo.

L'ordine esecutivo atteso dai tempi della campagna elettorale (anticipato da alcune eloquenti mosse negli scorsi mesi), cancella gran parte dei provvedimenti per l'ambiente voluti da Obama.

Quali sono i punti chiave di questo decreto presidenziale? Politiche che hanno fatto dell'ex presidente Usa uno dei leader della lotta agli effetti devastanti causati dai gas serra. "L'opinione pubblica occidentale - continua - dovrebbe continuare a esercitare pressioni sull'amministrazione Trump sul cambiamento climatico".

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