Mercoledì, 13 Novembre, 2019

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani restano in carcere per omicidio Alatri

Alatri chi sono i due fratellastri fermati per l’omicidio di Emanuele Morganti Alatri: uno dei due fratellastri è stato scarcerato il giorno dell'omicidio
Evangelisti Maggiorino | 02 Aprile, 2017, 17:52

Emanuele non si è difeso.

Emanuele è morto a seguito di colpi sferrati violentemente tali da provocare lesioni ed ecchimosi che hanno riguardato soprattutto la testa. Il consulente non si sbilancia però sul particolare se si tratti della chiave in ferro o del manganello. "Ho un'idea, ma sono tenuto alla riservatezza e devo comunque compiere altri accertamenti", precisa Potenza, che ha acquisito anche le cartelle cliniche della vittima, deceduta dopo 36 ore di agonia al policlinico Umberto I di Roma, dopo aver subito due interventi di neurochirurgia finalizzati a decomprimere l'emorragia cerebrale provocata dalle lesioni. L'allerta dei carabinieri è massima: per evitare eventuali ritorsioni e scontri tra gruppi, stanno presidiando Alatri con tante pattuglie di giorno e di notte. La violenza non risparmia neanche gli uomini di legge. Lo studente è stato colpito ripetutamente da un gruppo di ragazzi anche se i colpi mortali sono stati inferti da Castagnacci e Palmisani. Vellucci ha ricevuto la solidarietà del legale di Massimo Carminati, Giosué Naso. E poi aggiunge: "Amici di Emanuele, andate a cercare il proprietario del locale".

Il codice genetico, almeno quello di Castagnacci, è lo stesso del papà Franco, il cinquantenne che ha partecipato al pestaggio di Emanuele. Il giovane ha così negato ogni responsabilità nel pestaggio di Emanuele. Ho dimostrato che non c'era pericolo che fossero commessi altri reati e il giudice ha accolto la richiesta di lasciarli a piede libero fino al processo. Nel provvedimento viene specificato che "nelle serate dei fine settimana un notevole afflusso di cittadini, anche non residenti, accede al centro storico di Alatri, per frequentarne i locali pubblici".

La riedificazione - Al 'Mirò', un ambiente con folla Margherita nel istituto documentabile per mezzo di Alatri - appunto per mezzo di altre risse con appassito - Emanuele Morganti tempo noto dalla fetta per mezzo di Tecchiena, mentre abita per mezzo di la dinastia, assieme alla sua commessa per errore intendere banda. Un'ordinanza ha reso il cuore del paese un'isola pedonale. Non è chiara esattamente la dinamica, ma ne è nata una rissa che ha coinvolto Morganti, i buttafuori, Palmisani, Castagnacci, il padre di Palmisani e altre persone, forse in misura minore. In una lettera inviata al comitato di presidenza Zanettin scrive: "Castagnacci era stato fermato a Roma giovedìýscorso 23 marzo".

"300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish non possono essere considerate quantità non punibili". Castagnacci ha anche alcuni precedenti: nel 2011 era stato arrestato perché in possesso di cinque chili di hashish ed attualmente ha un procedimento in corso, sempre per traffico di stupefacenti. Dopo le polemiche sulla scarcerazione di Castagnacci, che era stato fermato per droga e rimesso in liberta' poche ore prima del pestaggio, la sezione romana dell'Associazione nazionale magistrati ha voluto stigmatizzare "le dichiarazioni di alcuni politici di rilievo nazionale, riprese con sorprendente superficialita' da una parte della stampa".

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