Martedì, 23 Luglio, 2019

Minori stranieri non accompagnati, approvata la legge che li tutela

Gentiloni scelta di civiltà la legge sui minori non accompagnati Minori stranieri non accompagnati, approvata la legge che vieta il respingimento
Evangelisti Maggiorino | 29 Marzo, 2017, 21:29

Entusiasta anche Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children: "L'Italia può dirsi orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini prima di tutto bambini, a prescindere dal loro status di migranti o rifugiati". Questi i punti salienti della nuova legge.

Ok definitivo della Camera al testo che tutela i migranti minori non accompagnati, impedendone il respingimento alla frontiera. Viene regolato il sistema di accoglienza integrato tra strutture di prima accoglienza dedicate esclusivamente ai minori, all'interno delle quali i minori possono risiedere non più di 30 giorni, e sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, che la legge estende ai minori stranieri non accompagnati. In questo periodo si svolge l'identificazione del minore - nel massimo di 10 giorni - e l'eventuale accertamento di età.

I dati sui minori stranieri non accompagnati in Italia sono allarmanti e non si appresta a diminuire.

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di "tutori volontari" disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare a ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata.

Garante minori: "Un segnale di avanzamento sul fronte dei diritti". Si garantisce loro assistenza, protezione, accoglienza, il rispetto dei diritti fondamentali: contro i criminali che, invece, approfittando del vuoto normativo e della fragilità di questi ragazzi li "usano" per l'accattonaggio, la prostituzione, la tratta di esseri umani.

Barbara Pollastrini, deputata del Pd e relatrice del progetto di legge, ha dichiarato: "Minori non accompagnati: è legge dello Stato. In tal senso, concordemente con il Garante dell'Infanzia della Regione Calabria, Antonio Marziale, intendiamo convocare a breve il tavolo degli affidi per ragionare insieme ai componenti del tavolo sulle modalità di collaborazione sui territori, al fine di attivare gli albi e gli elenchi delle famiglie presso i Comuni, con la certezza che al futuro migliore dei minori stranieri non accompagnati potrà contribuire ognuno di noi". In materia di rimpatrio assistito e volontario, l'articolo 8 del testo in esame modifica la competenza all'adozione del provvedimento, che in base alla normativa vigente, spetta alla Direzione generale dell'immigrazione del Ministero del lavoro. Spariscono i permessi di soggiorno usati per consuetudine, il minore infatti potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore.

I minori saranno inoltre maggiormente tutelati per il diritto all'istruzione e alla salute, con misure volte a superare gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all'iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l'attivazione di specifiche convenzioni per l'apprendistato, o ancora la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno. Con l'istituzione del registro delle famiglie affidatarie, la legge pone l'accento sulla priorità dell'affido familiare rispetto alle classiche strutture di accoglienza. Viene prevista infine la possibilità, esercitata ad oggi sulla base di un vecchio Regio Decreto, di supportare il neomaggiorenne fino ai 21 anni di età qualora necessiti di un percorso più lungo di integrazione in Italia. È prevista inoltre la possibilità per le associazioni di tutela di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti della Pubblica Amministrazione che si ritengano lesivi dei diritti dei minori non accompagnati e di intervenire nei giudizi che li riguardano.

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