Martedì, 23 Luglio, 2019

Tomas Milian: addio al grande er Monnezza

Tomas Milian Tomas Milian
Deangelis Cassiopea | 25 Marzo, 2017, 01:20

Molto legato all'attore Bombolo con il quale ha girato molti film, Tomas Milian si colloca in quel filone di film anni 70 che sono stati rivalutati dalla critica e di cui la scuola romana appunto composta da Tomas, ma anche lo stesso Mario Brega, Ninetto Davoli, Alvaro Vitali, ne è stata maggiore interprete. Tomas Milian ha infatti dato vita a personaggi cult come il maresciallo Nico Giraldi e il ladruncolo Sergio Marazzi, soprannominato "Er Monnezza". Indimenticabile l'eccellente doppiaggio del grande Ferruccio Amendola. Il, Sergio Marazzi alias er Monnezza, è un romano.

GLI ESORDI E LA COPPIA MILIAN-CARDINALE - Nato a Cuba nel 1933, nel 1957 emigrò negli Stati Uniti dove cominciò i suoi primi lavori a Broadway. Riusì anche il suo sodalizio con il regista Umberto Lenzi, che lo ha diretto in pellicole come La polizia accusa: il Servizio Segreto uccide di Sergio Martino, con Luc Merenda e Mel Ferrer, Roma a mano armata, con Maurizio Merli, Il giustiziere sfida la città, Milano odia: la polizia non può sparare con Henry Silva e Ray Lovelock e La banda del gobbo. "Dovevo fare sempre la stessa faccia e io invece volevo piacere alla gente semplice che ride, piange, si arrabbia e dice le parolacce".

Milian nasce a Cutono, un piccolo villaggio vicino all'Avana, da una famiglia della ricca borghesia cattolica.

"Quando sono arrivato qui la prima volta, dovevo restare 14 giorni e invece sono rimasto 35 anni, ho trovato una moglie, un figlio, ma soprattutto tanto amore".

Andò via da Cuba per frequentare l'Actor ' Studio a New York. Quando è partita "Let's twist again" la contessa mi ha chiesto se le insegnavo a ballare e io ovviamente ho accettato.

Una cosa che il pubblico amava di Tomas Milian era lo sguardo trucido, da tossico, incorniciato sotto una cascata di capelli unti e un berretto di lana. Al festival di Spoleto del '59 lo nota Mauro Bolognini che lo ingaggia nel cast de "La notte brava" e da lì nel 1960 strappa a Franco Cristaldi un contratto con la Vides che per sei anni lo vedrà lavorare con i migliori registi italiani, da Visconti a Lattuada, da Zurlini a Maselli, fino a Pasolini. È un continuo susseguirsi di flirt, esperienze gay e traslochi, con l'attore di Delitto al ristorante cinese che passa dagli attici dei Parioli ad una capanna malmessa al Pincio, all'interno di Villa Borghese. Tornò a ruoli drammatici con ruoli in 'La Luna' di Bertolucci e 'Identificazione di una donna' di Antonioni.

A metà degli anni '70 rinasce ad una nuova vita artistica con un altro genere di narrazione popolare, poi ribattezzato "poliziottesco".

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