Mercoledì, 16 Ottobre, 2019

Pd, Orlando: "Il Lingotto appartiene a tutti noi. Basta politica dell'autosufficienza"

Evangelisti Maggiorino | 11 Marzo, 2017, 07:13

In sostanza, pur accennando alla dura debacle del 4 dicembre, Renzi riafferma la bontà dei suoi provvedimenti e, addirittura, rilancia contro chi la pensa diversamente da lui ("Sembra che qualcuno sogni di riportare indietro le lancette della storia"). Dobbiamo rilanciarla sui contenuti e e ideali, restituendo la speranza al paese. Renzi senior non ha gradito la posizione di Lorenzini e, dopo che il sindaco è stato sentito dai Pm come persona informata sui fatti nell'inchiesta Consip, avrebbe cominciato a spingere per non ricandidarlo se non accettava il simbolo Pd.

"Ritorno a casa per ripartire insieme".

Quindi l'invito di Orlando: "Per far esistere nel futuro il Pd vi chiedo una mano perchè da questa sfida in corso nel partito c'è il rischio che ci rimanga ben poco". Cambiamenti che, in realtà, non prefigurano rimonte inaspettate ma potrebbero assumere maggior significato alla luce di un altro dato fornito da Ipr: il 53% dell' elettorato Pd potrebbe decidere di non votare dopo le ultime vicende che hanno scosso il partito. Ma chi si aspettava un discorso di autocritica da parte di Renzi è deluso. C'è differenza tra essere eredi ed essere reduci, altrimenti il futuro appartiene soltanto a chi dice solo di No. Franklin Delano Roosevelt diceva: "l'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa".

Matteo Renzi ha rivendicato all'azione del governo di questi anni il tentativo di restituire il primato alla politica. "Ma la politica deve essere in grado di indicare una direzione non di aderire ad una corrente". Perché i processi non si fanno sui giornali", ha spiegato Renzi, "La persona in questo momento è in carcere per me è un cittadino innocente. "O il Pd dà una visione per i prossimi dieci anni al Paese o non serve più".

Poi rassicura i pugliesi quando dice che se dovesse "vincere il congresso" non lascerà la Regione "sono stato eletto direttamente dal popolo". Ho ancora la pelle d'oca.

"Siamo convintamente al fianco del governo di Paolo Gentiloni, tutti insieme". "Innanzitutto leggo che Renzi ha detto basta autocritiche, che è uno dei mali eccessivi della sinistra, spesso tafazzista. Se il gioco è soltanto sulla paura non abbiamo chance". Credo che l'Italia deve impegnarsi per l'elezione diretta del presidente della Commissione Europea ci vuole più democrazia e non burocrazia, non può esistere un rapporto politico slegato dal consenso. Il nostro sogno è una scuola di 9 mesi, per 200 giovani che si impegnano per la cosa pubblica e studiano. Deve essere chiaro che essere il segretario del partito e il candidato alla guida del governo non è solo da statuto o un ambizione personale, ma una consuetudine europea fondamentale. Ero forte con i miei numeri: "11.2, i milioni di voti avuto dal Pd" ha chiosato Renzi. "E non a caso ho presentato il ticket con Martina".

Ma, per quanto ancora scontata, la rielezione di Renzi alla segreteria del Pd non viene ritenuta da Folli un affare per il partito e, più in generale, per la governabilità del Paese.

"Abbiamo bisogno di investire di più sulla formazione al potere, evitare l'improvvisazione al potere".

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