Martedì, 12 Novembre, 2019

L' "America first" di Trump cambierà la politica estera degli Stati Uniti?

Acerboni Ferdinando | 02 Marzo, 2017, 08:41

"Se da un lato era prevedibile che Trump soppiantasse con un novo "hard power" otto anni di politica obamiana improntata al soft power", dall'atro appare evidente che la corsa al riamo statunitense e una spesa pubblica da stati di guerra non appaiono giustificate dalla minaccia oggi rivolta agli Stati Uniti.

"Stiamo prendendo misure forti per proteggere il nostro Paese dal terrorismo radicale islamico". Appare subito chiaro come i toni del presidente americano siano meno animosi del solito. "Quando ero giovane", ha insistito Trump, "tutti dicevano che l'America non perdeva mai una guerra".

Secondo i rumors, il bando che si sta mettendo a punto sarà molto più limitato rispetto a quello bocciato dai giudici: non dovrebbe riguardare i visti esistenti, i residenti permanenti e le green card e non dovrebbe più coinvolgere l'Iraq, riducendo a sei i Paesi a maggioranza musulmana interessati. Il New York Times ha spiegato infatti come Trump abbia innestato più volte temi cari "all'ortodossia Repubblicana" nell'atmosfera di fiducia che ha attraversato il suo discorso. Anche se l'imminente inizio della costruzione del muro col Messico viene ribadita con forza.

Trump ha rivendicato il rilancio di una "alleanza indissolubile" con Israele.

Nelle ultime settimane Donald Trump ha scelto, per alcune fra le più importanti cariche del suo governo, tre generali: John Francis Kelly alla Sicurezza interna, James Mattis alla Difesa e Herbert R. McMaster alla Sicurezza nazionale.

Anche la nuova stretta sugli immigrati è stata giustificata con l'impatto che, a suo dire, la norma avrà sul mercato del lavoro e sulle finanze: "Alzeremo i salari, aiuteremo i disoccupati, risparmieremo miliardi di dollari, oltre a rendere le nostre comunità più sicure per tutti". Il presidente ha promesso di nuovo un "taglio notevole" e una pressione fiscale decisamente più bassa per la classe media. Ha detto a governatori: "Abbiamo un vespaio, è un disastro".

"Ci aspettiamo che i nostri partner, nella Nato o in Medio Oriente, assumano un ruolo diretto e significativo nelle operazioni militari e paghino la loro giusta quota di costi", ha detto il leader Usa, aggiungendo che gli alleati "stanno iniziando" a corrispondere i loro obblighi finanziari.

La Russia non potrà far altro che "reagire" se gli Stati Uniti vareranno davvero l'aumento massiccio delle spese militari, così come annunciato da Donald Trump. Come se gli americani, specialmente i più poveri, non riuscissero a prevedere gli effetti di una tale decisione sui propri interessi e sul proprio benessere.

Sul fronte della sanità, Trump ha ribadito la volontà di intervenire contro la riforma voluta del precedente presidente Barack Obama.

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