Mercoledì, 24 Luglio, 2019

Grillo: Roma non è malandata come sembra

Esposti Saturniano | 24 Febbraio, 2017, 09:20

Beppe Grillo ha detto sì. Non si sa se sarà presente anche la sindaca. "In caso contrario, sarebbe una catastrofe per il futuro dell'AS Roma, del calcio italiano, della città di Roma e francamente per i futuri investimenti in Italia". Si tratta soltanto di una delle questioni affrontate da Grillo nella sua quarta giornata romana - il garante è arrivato nella capitale domenica sera -.

E mentre la situazione rimane in standby, sul progetto dice la sua anche la senatrice M5S Paola Taverna. Dopo Di Maio, è la volta dei responsabili degli enti locali Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede con i quali il leader raggiunge, per la seconda volta in quattro giorni, il Campidoglio poco prima delle tre. "Sono state rispettate tutte le norme - dice l'ex assessore all'Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo -".

Secondo quanto riportato dall'Ansa, l'incontro previsto per questo pomeriggio tra i proponenti del progetto stadio della Roma e il Campidoglio è stato rimandato a venerdì su richiesta dell'amministrazione capitolina. Strategie. Così come in molti vedono nelle parole di Grillo una mossa per alzare la posta e quindi diminuire le cubature a 24 ore dall'incontro decisivo in Comune. Ma - come spiega un consigliere di opposizione - sull'arena giallorossa il Movimento si gioca il favore di una parte consistente di elettorato e l'immagine di forza capace di governare. Così facendo, si bloccherebbe il progetto in conferenza dei servizi e si ricomincerebbe ex novo. Sullo stadio "nessuno dice di no: c'è una discussione sulla collocazione che attualmente è prevista in una zona a rischio idrogeologico". Di certo Pallotta non consiglierebbe ad amici e soci di investire nel nostro Paese, e altrettanto certamente è facile immaginare come un precedente simile invoglierebbe chi che sia ad investire qui invece che in Spagna o Francia.

"Sullo stadio non posso darvi una risposta perché la mia proposta era di farne due: uno sott'acqua e uno sopra, sulle palafitte". E buonanotte a un progetto su cui si lavora da cinque anni e alla "pubblica utilità" fissata nel 2014 dalla giunta di Ignazio Marino. Il moloch romano schiaccia nella loro indecisione i 5 Stelle, alle prese con un'opera che è una grande vetrina mediatica ma che potrebbe vedere la luce quando Raggi non sarà più sindaco.

Con generosità - gratis e senza aspirare a poltrone, poltroncine o strapuntini - non abbiamo fatto solo i sindaci, ma i progettisti, gli architetti, gli ingegneri, gli operai, i geometri, i designer, i georeferenziatori, i giardinieri, i fotografi, gli urbanisti e abbiamo girato la città in lungo e in largo con la sedia a rotelle, a piedi, in bici, coi tram.

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