Venerdì, 22 Novembre, 2019

Emiliano resta nel Pd, al congresso sfiderà Renzi

Emiliano resta nel Pd, al congresso sfiderà Renzi Emiliano resta nel Pd, al congresso sfiderà Renzi
Evangelisti Maggiorino | 23 Febbraio, 2017, 06:11

Si profila dunque una sfida a due (o a tre) per la guida del partito. E mentre Prodi avverte "Questa scissione e'un suicidio", monta l'irritazione dei bersaniani. Michele Emiliano rompe gli indugi.

"La rottamazione di tutto- ha aggiunto Emiliano- ha preso il posto della funzione della leadership che unisce, media, stempera costruisce visioni e gruppi di lavoro". "Occorre iniziare un nuovo cammino". "Niente è ancora consumato" ma i segnali che arrivano dalla minoranza Pd continuano a indicare la via della separazione come l'unica percorribile. Tenta una cucitura in extremis Andrea Orlando che con Gianni Cuperlo e Cesare Damiano, cerca un'intesa con altri esponenti del partito per presentare una candidatura alternativa a quella di Renzi e lancia contemporaneamente l'ennesimo appello all'unità con l'impegno a dare battaglia dall'interno, dando la disponibilità anche a candidarsi alla segreteria se questo servisse per impedire fughe dal partito. "Chiunque abbia seguito il dibattito della assemblea nazionale", ha dichiarato Guerini, "si è potuto rendere conto che esso andava in tutt'altra direzione, intervento dopo intervento". Non saranno presenti perché la direzione eleggerà la commissione che dovrà stabilire regole e tempi di un percorso congressuale che non condividono.

E proprio il suo restare ridimensiona i contorni di quella che era sembrata una scissione storica e che indubbiamente resta un vulnus notevole al Pd ma che ora sembra più una fuoriuscita seppure notevole di personaggi chiave come Bersani e forse D'Alema (che potrebbe tentare un effetto Emiliano bis). E sfiderà Matteo Renzi al congresso. "È tempo di rimettersi in cammino". Renzi che ha annunciato la sua candidatura, Emiliano che ha detto di volerlo sfidare e forse anche Orlando che viene considerato l'ultimo toglattiano della sinistra. "Per me non sarebbe un comportamento normale, ma ognuno ha il suo carattere, i suoi modi di comportarsi". "Siamo -aggiunge- il più grande partito di sinistra in Italia e la prima delegazione nel Parlamento Europeo. Mi candido alla segreteria". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. "Bisogna mantenere il rispetto, anche da posizioni diverse". Al Nazareno si fanno i conti: il pallottoliere parla di 22 deputati in uscita e di 12-15 senatori. "Le facce che stanno dietro a questa incomprensibile situazione sono le stesse da trenta anni". "E questo non potevo permetterlo, perché quando io do la mia parola la mantengo".

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