Mercoledì, 28 Giugno, 2017

Matteo Renzi a sorpresa all'assemblea del Pd a Milano

Matteo Renzi a sorpresa all'assemblea del Pd a Milano Matteo Renzi a sorpresa all'assemblea del Pd a Milano
Evangelisti Maggiorino | 17 Febbraio, 2017, 12:13

Spero si sia sbagliato. E domandarmi: ma cosa può apprezzare un cittadino del dibattito di queste ore nel PD?

Matteo Renzi non molla la presa, si dimette da segretario ma resta reggente, in carica per l'amministrazione ordinaria del Pd. Renzi vi divide?, è stato infine chiesto a Emiliano. "Io spero che dal congresso emergano delle ragioni per l'adesione, che non sono ragioni che riguardano chi fa il congresso ma una parte rilevante del popolo italiano". Non c'è luogo più democratico del congresso per parlare del futuro dell'Italia. Sarà la commissione congresso a decidere le regole, anche se la maggioranza propende per le medesime regole del 2013.

In realtà aspettano più una mossa di Franceschini e Orlando, aspettano che qualcuno scarichi Renzi riaprendo così una partita altrimenti chiusa in partenza, un congresso che non avrebbe senso giocarsi con la certezza di finire "asfaltati". Si tratta di divisioni puntellate da profondi contrasti personali che sottintendono anche culture politiche di riferimento diverse, malamente assemblate e potenzialmente pronte ad esplodere ogni volta che i contrasti d'interesse si fanno più accesi. Se però si fosse messo a spiegare che serviva una fase di decantazione dopo la sconfitta referendaria, sarebbe stato massacrato dalla campagna per il voto subito. Almeno queste sembrano le intenzioni, ma basta andare un po' più a fondo per capire quanto ormai l'ex premier ne abbia le scatole piene.

È da poco girata anche la voce su una possibile riunione di scissionisti da tenersi sabato prossimo a Roma (c'è anche il nome del posto, il teatro Vittoria nello storico e comunista quartiere di Testaccio) proprio prima dell'Assemblea nazionale di domenica con Speranza, Rossi, Orlando e Bersani ma occorre anche qui fare la tara alla tattica. Per questo motivo la giornata di oggi rappresenta un punto cruciale per le sorti del Partito Democratico. Se pensiamo che abbiamo un blocco della mobilità sociale, una rottura generazionale profonda: "non sono cose di poco conto per un partito che mira a governare una società italiana che è ancora intrappolata nella crisi". E' il nuovo asse su cui si muove la scissione del Pd. Così Matteo Renzi, tramite la sua Enews, convoca i suoi e spiega: "Il verbo del congresso e delle primarie non è 'andatevene!' ma 'venite!', portate idee, portate sogni, portate critiche". "Il Partito può essere ancora salvato, Il Pd appartiene al popolo, non ai segretari. La condivideremo. Se Renzi - ha continuato - ha paura del risultato dell'eventuale referendum, cercheremo di attutire questa polemica in maniera tale che lui non sia svantaggiato nel congresso".

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