Mercoledì, 28 Giugno, 2017

Pd, Bersani shock: "La scissione c'è già"

Evangelisti Maggiorino | 17 Febbraio, 2017, 11:30

Certo, non è solo un problema di seggi. Altra cosa se si va verso una discussione ampia su tutto quello che nel partito va cambiato, dalla Buona Scuola al Jobs Act.

Viceversa, nelle quattro ore di dibattito, la Direzione del Pd non ha mai sentito, neppure incidentalmente, citare la Costituzione come riferimento necessario e utile.

Michele Emiliano assicura, intanto, la presenza della minoranza domenica all'assemblea Pd. "Il referendum l'ho perso e mi sono dimesso".

A proposito del quale, e non sembri un paradosso, viene spontaneo a chi scrive di formulare un suggerimento: perché non proviamo a valutare i fatti, le tendenze, le prospettive dell'economia e della politica che tanto ci preoccupano, con il metro della nostra Costituzione e degli orientamenti che essa contiene? "La scissione è già avvenuta, noi ci dobbiamo chiedere come recuperiamo quelle persone che non ci votano più". Qui il problema e' se siamo il Pd o il 'PdR'. Ma lo vediamo lo stato del partito?

E per ognuna di esse è emerso un bisogno di ricentrare atteggiamenti e orientamenti in modo che siano meglio rispondenti ad una realtà che è molto mutata dal momento in cui il Pd ha mosso i suoi primi passi. Siamo un Paese di sessanta milioni di abitanti, ci vuole una bella motivazione che non sia la vignetta di Giannelli.

-"La scissione c'è già".

Orlando è giovane ma ha una cultura politica che affonda solidamente le radici nel mondo degli ex Democratici di Sinistra. "E chi si mette in gioco e non vince, il giorno dopo, dia una mano a chi ha vinto e non scappi con il pallone, come è accaduto". Siamo a un bivio.

Riscoprendo la fondamentale importanza dei valori che uniscono, non che dividono, cercando di lavorare per costruire degli organismi sovranazionali più equi, più giusti, ma da dentro, non da fuori. Quanto a domenica, "non so se andrò all'assemblea". "L'impiccagione non è prevista", ha quindi replicato il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato (video di Francesco Giovannetti) I due interventi centrali, oltre a quello di Bersani, riflettono il doppio attacco. L'offerta è di allungare di qualche settimana i tempi. Siamo sempre lì: lo spettro della scissione, gli appelli al sapor di ultimatum che si susseguono l'uno uguale all'altro, con le variabili impazzite di questioni di metodo prima ancora che di merito. "Un piano che non è più possibile ignorare". Fra rischio scissione, elezioni anticipate e polemiche interne. Così, una volta che è ancora più logorato, provano a dargli la spallata finale. È proprio vero che le aspirazioni del poeta naufragano in Patria! Non si può lasciare aperto questo interrogativo sulla durata della legislatura e su quando si va a votare.

Secondo le previsioni europee, l'Italia registrerà un incremento del Pil inferiore all'1% nel corso del 2017, laddove la media dell'Eurozona si attesterà all'1,6% e quella dell'Ue all'1,8%. Se così facesse, si metterebbe in un grosso guaio.

Traducendo in numeri tutte queste posizioni delle varie correnti, si può dire che se Matteo Renzi può sostanzialmente contare sulla fiducia della maggior parte dei parlamentari Pd, la sua linea delle elezioni subito invece non è così largamente condivisa. Non sarà eletto alcun reggente. Nell'incontro renziani e franceschiniani hanno concordato sui tempi del congresso, che dovrebbe concludersi entro aprile, "tempi normali", spiegano dal vertice Pd. Il Pd, per D'Alema, è già archiviato: "I partiti sono diventati tutti delle macchine elettorali asfittiche".

Renzi naturalmente parteciperà alla battaglia congressuale per farsi rieleggere. Non si dà credito nemmeno all'altra voce che gira, ossia che Orlando si possa candidare contro Renzi, a quel punto come candidato della minoranza, allargata a pezzi dell'attuale maggioranza. Ma anche, riflettono i suoi, per evitare "imboscate". Non voglio la scissione, se arriva sia su idee e senza alibi.

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