Lunedi, 21 Agosto, 2017

Terza polizza, esposto di Raggi contro Romeo

Evangelisti Maggiorino | 17 Febbraio, 2017, 11:22

Sono state definite "strane manovre" da parte della procura di Roma che, da giorni, sta indagando sulla sindaca.

Sono le date in questi nuove vicende ad essere fondamentali. Eppure dopo la scoperta dei primi due contratti aveva chiesto "pubblicamente scusa". Le domande dei pm a Romeo l'8 febbraio scorso erano incentrate proprio su questo, per capire perché "era stata accesa quella terza polizza in un momento in cui l'indagine della Procura aveva acceso un faro sulle precedenti due e la Raggi si preparava per giunta ad affrontare il suo interrogatorio?" Si tratta di una "consistente regalia", analoga a un'altra avvenuta nel 2010 e ormai prescritta (legata all'acquisto di un immobile in zona Eur con sconto di 500mila euro a beneficio di Marra), che per i magistrati di piazzale Clodio "trova spiegazione esclusivamente in una logica corruttiva", il che spiega come "la ripetuta profferta di disponibilita' operata dallo stesso ex capo del Personale del Campidoglio in una conversazione telefonica del primo luglio scorso con la segreteria di Scarpellini appaia chiaramente collegata al mercimonio della funzione". Tramite il suo avvocato, Francesco Scacchi, però rassicura sul fatto di voler parlare. "I locali sono tornati così a disposizione del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale".

Virginia Raggi news caso Romeo: ci sarebbero due fatti nuovi emersi nell'ambito dell'inchiesta che la magistratura romana sta conducendo in merito alle nomine in Campidoglio fatte dalla sindaca. Pensare che il caos capitolino non abbia a lungo andare ripercussioni sul consenso che i pentastellati riscuotono a livello nazionale è utopistico, nonostante i sondaggi registrino che la situazione è sostanzialmente sotto controllo. Così dev'essere andata nel caso di Romeo. Tutto il percorso appare più complicato in mancanza dell'assessore all'Urbanistica, che ancora per qualche giorno non ci sarà.

Grillo prima e Di Maio poi si dicono convinti di riuscire a raggiungere i 40% necessario per conquistare il premio di maggioranza, unica via per assicurare un Governo. La notizia è riportata oggi da alcuni quotidiani. Indire elezioni nel più breve tempo possibile senza dare ai cittadini la possibilità concreta che il loro voto conti davvero qualcosa non ha nulla a che fare con la democrazia, ma rappresenta l'ennesima trovata miope di una tradizione politica dalla quale i 5S si sentono totalmente estranei.

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