Martedì, 28 Marzo, 2017

Pd: Emiliano, scissione è nei fatti

Evangelisti Maggiorino | 17 Febbraio, 2017, 09:55

Il segretario non si ferma qui, ma apre all'ipotesi di allungare un poco la tempistica congressuale.

Questo il contro-appello di Matteo Renzi all'ultimatum lanciato ieri da Pierluigi Bersani, contrario, così come la minoranza Pd, alla linea dettata dal segretario sul futuro del partito.

Gennaio 2017: mentre organizziamo la campagna di ascolto, la nuova segreteria, i questionari e i viaggi in Bus nel Paese ci viene detto che così non si può andare avanti. "Con l'annuncio di Renzi del Lingotto il 10-12 marzo è evidente che non c'è alcuno spazio per una conferenza programmatica".

Una parte della minoranza non parteciperà domenica all'assemblea nazionale convocata per indire il congresso.

Facciamo presto il confronto interno, anche perché sono tre anni che tutti i giorni discutiamo al nostro interno.

"Per Renzi, dunque, il Pd può ancora essere salvato". "Per ora i treni sono partiti in direzione opposte". Se il Pd perderà a Genova e a Palermo, le prospettive per il voto nazionale si faranno più fosche. Ciò in contrasto con l'opzione veltronian-renziana che guarda invece al partito maggioritario (della nazione), ispirato da un approccio meno dogmatico e più trasversale nei confronti delle questioni del terzo millennio e dei populismi dilaganti. Pier Luigi Bersani, al termine di una lunga riunione con i suoi alla Camera, afferma che domenica parteciperà all'assemblea del Pd. Pertanto, le avvisaglie di scissione (secessione) dentro il Pd paiono sempre più verosimili, mettendo le premesse per la nascita di un quadro politico completamente nuovo.

Matteo Renzi aveva dei piani ben precisi per la fase precongressuale: dimissioni da segretario con rientro in carica immediato per l'ordinaria amministrazione.

Fin dalla mattina l'ordine di scuderia ai suoi è che il congresso deve terminare prima delle comunali di giugno. Si tratta di divisioni puntellate da profondi contrasti personali che sottintendono anche culture politiche di riferimento diverse, malamente assemblate e potenzialmente pronte ad esplodere ogni volta che i contrasti d'interesse si fanno più accesi. A guidare il movimento saranno il governatore pugliese, il presidente toscano e il giovane ex capogruppo del Pd.

Nella sua e-news, Renzi ricorda quando detto già nell'ultima direzione, quando ha risposto a Massimo D'Alema (che per primo ha detto: "O congresso o sarà scissione") e agli "altri leader della minoranza".

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