Mercoledì, 28 Giugno, 2017

Pd. Il piano per la scissione: lunedì nasce il nuovo partito?

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Evangelisti Maggiorino | 16 Febbraio, 2017, 23:15

"Bisogna però capire - sostiene il governatore - se proseguire questo percorso di unità della minoranza dentro o fuori".

Massimo D'Alema non è intervenuto nel dibattito. "La scissione è già avvenuta, noi ci dobbiamo chiedere come recuperiamo quelle persone che non ci votano più". E poi rilancia." "Chi rilancia", ha aggiunto l'esponente Democratico candidato alla segreteria del partito, "non si ferma mai, è una caratteristica del bischero. Se invece dovesse avvenire la scissione, il Pd orfano di Bersani si attesterebbe comunque ad un buon 27%, con il Movimento 5 Stelle che diventerebbe il primo partito in Italia. Naturalmente la questione è più complessa, ma Bersani si dovrebbe prendere la responsabilità di spaccare il Partito Democratico fondamentalmente per una questione di tempistica. Parlano tutti, ci ascoltiamo tutti, ma soprattutto impariamo, vogliamo imparare dai nostri limiti ed errori. Torniamo a parlarci, a farci carico delle ragioni dell'altro. Sono passati appena due giorni dalla Direzione del Pd che ha deciso di avviare l'iter congressuale così come richiesto dal segretario Matteo Renzi.

Se tutte queste alleanze dovessero andare in porto, ecco che Bersani quindi potrebbe tranquillamente arrivare anche al 10%. Con forza, senza rinunciare a nessuno dei nostri ideali: da quelle di giustizia sociale e di rispetto dell'ambiente a quelli di partecipazione popolare diritti civili.

L'on. le Rubinato ha preso atto che "oggi ha segnato il passaggio verso l'apertura del congresso, con le regole del 2013, anche se non è chiaro in che tempi, visto che Renzi non si è dimesso". La minoranza vorrebbe giocarsela davvero, Renzi - che ha in mano il partito - teme che sia solo un modo per sfibrare fiducia e pazienza degli elettori, a suo avviso assetati di elezioni politiche. "L'esito della Direzione è stato profondamente deludente e ha sancito la trasformazione del Partito Democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico che stravolge l'impianto identitario del PD e il suo pluralismo".

Per impegni istituzionali, "dopo l'intervento di Bersani, ho dovuto lasciare la direzione, per partecipare ai lavori della Commissione Bilancio, iniziati alle 16.30". L'unica cosa destinata a cambiare è la data di lancio della candidatura di Renzi al Lingotto di Torino: il segretario l'ha annunciata per il secondo weekend di marzo, ma si è dimenticato di verificare la disponibilità della location. "E io mi chiedo come possiamo recuperare quella gente lì". Il documento che concede al tesoriere Bonifazi, fedelissimo del segretario, la tutela legale del simbolo appare uno dei tanti segni dell'indisponibilità di Renzi ad accettare nuove mediazioni.

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