Sabato, 21 Ottobre, 2017

Usa, si è dimesso il consigliere per la sicurezza Michael Flynn

Usa Trump non sarò alla cena annuale con corrispondenti stampa Usa, si è dimesso il consigliere per la sicurezza Michael Flynn
Evangelisti Maggiorino | 16 Febbraio, 2017, 19:02

Flynn è stato travolto dalle critiche per le conversazioni con l'ambasciatore russo negli Usa tenute prima dell'insediamento dell'amministrazione Trump e in cui avrebbe parlato delle sanzioni a Mosca. Lo riferisce il New York Times che sottolinea come non sia al momento chiaro se Flynn abbia detto la verità ai federali, ossia che rassicurò il diplomatico russo sul futuro delle sanzioni Usa alla Russia (adottate da Barack Obama a fine dicembe) una volta che Trump si fosse insediato.

L'ex generale ha ammesso di aver avuto contatti con funzionari russi, in particolare con l'ambasciatore Sergey Kislyak, con il quale ha discusso della possibilità di eliminare o diminuire le sanzioni contro Mosca. Allora perché tutto questo tempo prima di sbarazzarsi di Flynn (tre settimane!)?

Kevin Madden, consigliere di Mitt Romney in entrambe le campagne presidenziali, ha dichiarato che gli elettori di Trump vogliono "il cambiamento, la rottura". Lo fanno con ancora più determinazione dopo le dimissioni giunte a sorpresa ieri di Flynn. Così ha creato la Flynn Intelligence Group, gestita dal figlio Michael G. e ideata insieme a Bijan R.Kian, importante figura della comunità iraniana statunitense nemica del regime di Teheran.

Due giorni fa Trump e il premier giapponese Shinzo Abe si trovavavano a Mar-a-Lago, il club esclusivo di proprietà di Trump la cui tariffa di iscrizione è raddoppiata dopo l'elezione (da 100 a 200mila dollari), quando arriva la notizia del test missilistico coreano.

Il posto dell'ex generale 58enne è stato assunto ad interim da un altro generale, Keith Kellog, 72 anni, attualmente capo dello staff del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca.

Nuove grosse difficoltà per Trump: ha rassegnato infatti le sue dimissioni Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale voluto fortemente dal presidente repubblicano. Almeno a quello che indicano molte fonti.

Il 26 gennaio l'assistente segretario alla Giustizia Sally Yates, cioé la funzionaria rimasta dall'amministrazione Obama, che poi Trump avrebbe cacciato per il rifiuto di difendere nei tribunali il bando degli immigrati provenienti da sette Paesi islamici, aveva informato la Casa Bianca dei fatti scoperti dagli investigatori, avvertendola che Flynn poteva essere ricattabile dalla Russia. Un messaggio? Chissà. Certo è che in questi giorni Trump sembra scegliere la sua cerchia ristretta, la stessa che gli ha consigliato alcuni passi falsi (il testo dell'ordine esecutivo su immigrati e richiedenti asilo musulmani) ma che è fedele e ha poco rispetto per le regole. Uno di loro, Richard De Agazio, fotografa la scena e poi si fa fotografare (qui sotto) assieme al soldato che segue sempre il presidente portando the football, la valigetta con i codici nucleari. La sconfitta inaspettata nei confronti di Trump è stato un terremoto distruttivo per la Clinton e per l'intero partito democratico: il solo pensiero che una donna con una tale esperienza potesse perdere a scapito di un uomo d'affari controverso e politicamente inesperto era inimmaginabile.

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