Martedì, 15 Ottobre, 2019

Pd, Bersani: "La scissione è già avvenuta"

Evangelisti Maggiorino | 16 Febbraio, 2017, 10:07

"Ma se diventa il Pdr (partito di Renzi, ndr) non gli voglio più bene".

Le conclusioni di ieri non hanno scacciato il fantasma della scissione "a sinistra" apertamente minacciata da Massimo D'Alema e non più esclusa da Bersani. "Perché siamo a un bivio molto serio".

Non è d'accordo con il 'congresso lampo' Pier Luigi Bersani. Prendendoli in parola, ieri Matteo Renzi ha sciolto la riserva e ha deciso di convocare le assise del partito. "Venite, partecipate. È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia". Nel Pd sono tornati i caminetti e la domanda principale è diventata non il Paese ma quanto dura la legislatura, quando si fa il congresso. E anche se il grido "congresso o scissione" sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: "ragazzi, dobbiamo essere responsabili". Viceversa, Bersani vuole allungare il brodo perché Renzi affronti il congresso logorato dalla guerriglia interna, magari spogliato da alcune alleanze come quella di Orlando, e quindi meno pronto ad affrontare un assalto concentrico. Nel frattempo, in Italia come in Europa, il vento delle nuove destre attecchisce sul terreno fertile delle periferie. Renzi conclude che "il verbo del congresso e delle primarie non è "Andatevene!" ma "Venite!", portate idee, portate sogni, portate critiche". Se ad aprile davvero il governo dovesse stangare gli italiani aumentando la benzina, i bolli e chissà cosa altro, Renzi ne pagherebbe il prezzo politico e naturalmente non ha alcuna intenzione di passare alla cassa. Il Pd rischia a scissione?

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