Mercoledì, 24 Mag, 2017

Partito Democratico, Scaramelli: "Rossi? Bischeri noi a ricandidarlo governatore"

Deangelis Cassiopea | 16 Febbraio, 2017, 03:34

"Quindi la prima cosa che dobbiamo dire è quando si vota" il pensiero di Bersani.

La data del congresso nazionale verrà fissata dall'Assemblea, convocata per questo sabato.

Orfini: "Governo più forte se sciogliamo i nodi" - "Il governo Gentiloni, come quello Renzi, rischia di indebolirsi proprio a causa delle fibrillazioni da 'congresso permanente' del Pd".

Rossi vs Renzi: al governatore riponde Parrini Come spesso accaduto in questa concitata fase politica del Pd, agli attacchi di Enrico Rossi, corrisponde sempre la replica di Dario Parrini. Anche se, sottolinea Roberto Speranza, "a me non fa paura la scissione del futuro, a me fa paura la scissione che c'è già stata e se serve un congresso è non per evitare una nuova scissione ma per ricucire con un popolo".

Nel corso della direzione PD, infatti, Matteo Renzi ha proposto di anticipare il congresso, ma solo l'assemblea può decidere di ratificare la decisione e organizzare, dunque, il congresso anticipatamente. Il congresso sarà fatto "nel pieno rispetto dello statuto, con le regole dell'ultima volta, ma torniamo alla politica. Facciamo il Congresso nei tempi ordinari, da qui a giugno mettiamoci alle spalle la legge elettorale, facciamo le amministrative, poi prepariamo bene il Congresso". Anche perché, elenca un fedelissimo, ha già compiuto diversi tentativi di mediazione: a dicembre ha chiesto il congresso e la minoranza voleva la conferenza programmatica, poi ha proposto la conferenza programmatica e loro volevano le primarie, ha annunciato le primarie e dicevano 'congresso o scissione': ora convoca il congresso e dicono che corre troppo e sarà scissione.

"Il tema del 'quando si vota' non lo decido io". Meglio andarsene o essere cacciati? "Credo che Renzi abbia intrapreso una strada sbagliata". Io non voglio le scissioni, ma se scissione deve essere sia senza alibi.

Sarebbe il più autorevole contendente di Matteo Renzi. A chi lo accusa di non aver discusso a sufficienza la disfatta referendaria risponde: "L'analisi del voto l'abbiamo fatta: io ho pagato il pegno, mi sono dimesso". Non si dà credito nemmeno all'altra voce che gira, ossia che Orlando si possa candidare contro Renzi, a quel punto come candidato della minoranza, allargata a pezzi dell'attuale maggioranza. "Mi preoccupa cosa ho letto stamani - ha detto riferendosi all'intervista su Il Tirreno - e cioè che Rossi si accoda ai Bersani, ai Boccia agli Speranza sull'uso della parola scissione, che va bandita dal nostro vocabolario, soprattutto se motivata con pretesti". "Per questo sosteniamo Matteo Renzi per il rilancio e il rinnovamento del Pd e della sinistra europea".

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