Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Pd: Renzi a Emiliano, non ti ho mai offeso

Florence's Mayor and candidate at the primary of the Democratic Party, Matteo Renzi speaks during a press conference in Florence 08 December 2013. Matteo Renzi a media-savvy 38-year-old with no experience in national government is the Italia Pd: Renzi a Emiliano, non ti ho mai offeso
Evangelisti Maggiorino | 15 Febbraio, 2017, 08:42

La direzione del Pd si concluderà con un voto.

Era da tempo che i dirigenti del partito democratico non si riunivano a discutere come hanno fatto ieri nel corso della direzione allargata. Un punto pericoloso, fa notare Piero Fassino, perché "questa assemblea si prepara a votare la fiducia al governo Gentiloni".

Il ritorno dei caminetti.

Matteo Renzi ingrana la quinta e lancia il congresso prima delle elezioni. "Fatelo facendo rispettare le regole e dimostrate che il Pd è un luogo di libertà, di giustizia, aperto a tutti". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Agli oppositori interni che lo accusano di non aver analizzato i motivi della sconfitta del 4 dicembre Renzi ricorda di essersi dimesso. Per la minoranza poi, l'esclusione dai voti al termine della Direzione del loro documento, "svela il giochetto di Renzi". Improvvisamente è scomparso il futuro da ogni narrazione. "Vi aspettiamo lì. Siamo altrove dalle polemiche quotidiane".

No al ricatto sul calendario. Se Renzi vincerà, avrà di nuovo saldamente in mano il partito, a prescindere dalla volontà della minoranza. Troppo onore. Io dico che deve costruire un'alternativa al trumpismo, al lepenismo, al massimal-grillismo.

"Non possiamo più prendere in giro la nostra gente", affonda Renzi.

Per il segretario Pd, "il voto delle elezioni politiche e le elezioni sono due concetti divisi". Ho dato una casa europea al Pd, inserendolo nel Pse.

Insomma, come detto anche da Renzi annunciando le sue dimissioni: "Chi vuole giocarsi la carta della leadership io dico... porte aperte". In sostanza di elezioni anticipate perché nella narrazione politica di Renzi, che è in molti punti identica a quella di Silvio Berlusconi (condivisa, peraltro un po' da tutti, da Grillo a Salvini alla Meloni), il capo del governo in Italia viene scelto direttamente dal popolo. Ciò, di conseguenza, sposterebbe il voto per il Parlamento a febbraio-marzo del 2018. Quindi, si vota solo la mozione di sostegno alla relazione del segretario.

La polemica sulle tasse. Nemmeno per sogno. Anzi ai due fronti rappresentati dai renziani e dalla minoranza se ne è aggiunto un terzo, capitanato dal ministro Andrea Orlando, che a sua volta chiede una cosa diversa dagli altri due. E, trasgredendo la sua promessa di non usare più slide, il segretario dem mostra il grafico della curva del debito pubblico, che è sceso nei mille giorni del suo governo.

Graziano Delrio invoca invece "la fatica di stare insieme" e con voce quasi implorante chiede ai dem di non dividersi: "L'unitá sui contenuti e su una prospettiva comune". Che questa sia una buona notizia per il Paese, è tutto da dimostrare.

"Ricominciamo dal Mattarellum, da un sistema dove l'eletto e l'elettore si riconoscono, dove ci sia la possibilità per un'alleanza a sinistra - ha commentato il ministro Graziano Delrio -".

Paradossalmente, colui che ha assestato un duro colpo alle speranze della scuola di avere una riforma degna di questo nome, ossia il prossimo dimissionario dalla segreteria del PD Matteo Renzi, adesso diventa il più forte alleato dei docenti precari e di quelli di ruolo.

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