Venerdì, 19 Luglio, 2019

Emiliano si candida alla segreteria del Pd: è necessario

Pd Rosato minoranza sempre polemica specializzata in giravolte Emiliano si candida alla segreteria del Pd: è necessario
Evangelisti Maggiorino | 13 Febbraio, 2017, 20:07

"Non è possibile che tutto venga messo in discussione". Ma è proprio sulla questione del congresso lampo che la minoranza del partito non ci sta con Emiliano in testa che parla di confronto serio e approfondito per guardare al futuro stabile del Pd. Per questo Renzi ha dedicato l'apertura del suo intervento al quadro internazionale. "Sel'errore principale della campagna elettorale è stata la personalizzazione, ho cercato di evitare la personalizzazione almeno nel post referendum". In particolare l'opposizione interna che non ha i numeri per ostacolare una quasi certa ricandidatura di Renzi alle primarie (un sondaggio mette Renzi vincente intorno all'80% delle preferenze; quindi non ci sarebbe storia), ma ha abbastanza peso da logorare Renzi e portarlo sfiancato alle elezioni. Perché prima di arrivare al congresso serve una politica. Virgolettati, dunque, che sono smentiti. Per me la scisisone è un momento traumatico e drammatico, ma importante e decisivo, che deve avvenire senza alibi. "Il Partito socialista francese ha scelto la strada della sinistra estrema e sembra destinato all'irrilevanza e le chance maggiori per fermare l'avanzata di Le Pen sono nelle mani di Macron", ha dichiarato ancora Renzi. Si decidono le prossime mosse dei Dem. Matteo Renzi è pronto a dimettersi da segretario, per accelerare lo svolgimento di un nuovo congresso, e anticipare la conclusione del governo Paolo Gentiloni e della legislatura. "Per me gli avversari sono fuori da questa stanza". Discutiamo le linee politiche e poi ci dividiamo. Ma queste, per i renziani, sono "obiezioni strumentali" e "non è tollerabile che la minoranza ogni volta dica 'o fate come diciamo noi, o facciamo la scissione'". "Anche di senso dello Stato". I venti di 'scissione' sono sempre più forti: li avverte anche il segretario del PD, Matteo Renzi, che nella sua relazione introduttiva ha toccato diversi punti riguardanti la politica di questi ultimi due mesi: esattamente il periodo successivo al voto del referendum dello scorso 4 dicembre, che ha visto stravincere il NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi e le conseguenti dimissioni da premier dell'attuale segretario del Partito.

"Io non sarò mai il custode dei caminetti, preferisco il mare aperto della sfida che la palude".

"Il tema del quando si vota non lo decido io. Quando sarà, facciamoci trovare pronti". Accettare le regole e il risultato di un congresso o delle primarie è il primo passo per rispettare una comunità; e come ci insegna la storia anche recente, non sempre è accaduto. L'analisi del voto l'abbiamo fatta: io ho pagato il pegno, mi sono dimesso. Perché è ferma, io la considero in folle.

Dopo la direzione del Pd di oggi Matteo Renzi invierà una lettera agli iscritti di cui sono già stati resi noti alcuni stralci. "Oggi l'Europa ha un passaggio fantastico, la discussione sul fiscal compact".

"Si chiude un ciclo alla guida del Pd - ha spiegato nella sua relazione introduttiva rivendicando i risultati della sua segreteria -. Dopo 5 anni avremmo dovuto ridiscutere quelle regole, per me bisogna farlo". Infine anche un'autocritica sul tanto contestato sms inviato a Giovanni Floris a proposito dei vitalizi: "Avrei potuto risparmiarmelo".

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