Giovedi, 18 Luglio, 2019

Pd: Emiliano, Renzi è spaventato

Evangelisti Maggiorino | 12 Febbraio, 2017, 18:04

Virgolettati, dunque, che sono smentiti. Matteo Renzi ha fretta. "Legge elettorale e voto a giugno, altrimenti subito il Congresso". Emiliano ha rilevato allora che, "ammesso che stanotte non succeda nulla, perché siamo abituati alle sorprese, probabilmente inizia il percorso congressuale: il che significa - ha sottolineato - che il segretario si dimette". Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è critico nei confronti di Renzi e chiede un cambio di passo nel Pd: "Bisogna chiudere la lunga stagione del partito in franchising, del partito del capo, del leader che detiene il marchio e decide, comunica con l'altra parte rappresentata dal notabilato dei territori che è letale per la selezione dei gruppi dirigenti".

La notizia non lascia indifferente chi ha chiesto nei giorni scorsi le sue dimissioni da guida del Partito. "O qualcun altro".Per questo Renzi non intende "stare fermo", raccontano i suoi. L'orientamento di Renzi sarebbe quello di presentare già domani le dimissioni in modo da convocare il congresso ad aprile e andare al voto a settembre, andando così a cercare lo strappo con le altre componenti del partito. "Ovviamente, con l'accordo di tutto il partito". Domani forse il segretario si presenta dimissionario? Ma il piano di Renzi non troverà affatto la strada spianata. È quanto si legge in una nota diffusa dall'ufficio stampa del Pd in merito alle indiscrezioni che parlano della decisione dell'ex premier di dimettersi e avviare la macchina del congresso.

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