Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Cosa rimane dell'Università di Bologna dopo gli scontri con la polizia

Evangelisti Maggiorino | 11 Febbraio, 2017, 17:10

Terzo giorno di proteste, secondo giorno di scontri con le forze dell'ordine. A metà della manifestazione, i giovani (un migliaio circa) si sono diretti verso il rettorato di via Zamboni. Per questo motivo, gli agenti antisommossa, l'hanno sgomberata.

"36 libero. Ubertini e Coccia fuori da Bologna", è il cartello in cima al corteo utilizzato dagli antagonisti per tentare di affrontare gli agenti di polizia.

Anche se in tanti sono contro i tornelli all'ingresso della biblioteca, non si ammette "che sotto la maschera della protesta si commettano atti di vandalismo e di violenza ai danni delle strutture dell'Ateneo, e quindi di noi studenti, e soprattutto a rischio e pericolo della salute e della vita di chi si trova volontariamente o per caso coinvolto", come scrive Alessia in uno dei tanti commenti contro gli esiti della protesta organizzata dal CUA. Il badge in biblioteca La biblioteca "blindata" doveva accogliere gli studenti con una grande porta a vetri antisfondamento alta fino al soffitto e due ingressi laterali a bussola come quelli usati appunto nelle banche, con porte che scattano appoggiando il badge universitario a un sensore e si richiudono alle spalle di chi entra. Faremo di tutto perché non si verifichino di più queste situazioni. I collettivi, a quel punto, si sono raggruppati lungo la strada, che è la via principale della zona universitaria. "Supportiamo le istituzioni dell'Ateneo e attendiamo che siano presi dei provvedimenti nei confronti dei responsabili dei danni ai quali l'Università ha assistito". Tre manifestanti sarebbero stati trattenuti dalle forze dell'ordine. Lì qualcuno ha continuato a intonare canti e cori.

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