Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Migranti, nuove norme: rimpatri più facili e asilo più veloce

Evangelisti Maggiorino | 11 Febbraio, 2017, 08:40

Il premier Gentiloni, in conferenza stampa, spiega: rendiamo "più rapidi i processi di concessione del diritto di asilo ai rifugiati, più trasparenti i maccanismi di accoglienza facilitando i meccanismi per i rimpatri dei migranti senza diritto d'asilo". L'insieme delle misure contenute nel decreto varato dal Consiglio dei ministri, unito al lavoro per ridurre i flussi migratori, può portare secondo Gentiloni a realizzare "l'obiettivo strategico che non è quello di chiudere le porte ma quello di trasformare i flussi migratori da fenomeno irregolare e gestito da organizzazioni criminali in fenomeno regolare, in cui non si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro nei nostri Paesi e in misura controllata".

Nel dl immigrazione licenziato oggi ci sono decisioni che "attrezzano il Paese a nuove sfide, innanzitutto lavorando per rendere più rapidi i processi di riconoscimento del diritto all'asilo, rendendo più trasparenti meccanismi e sistemi dell'accoglienza, facilitando i meccanismi e i sistemi necessari per i rimpatri dei migranti che non hanno diritto all'asilo", ha aggiunto il presidente del Consiglio. "Credo l'Italia abbia un buon curriculum nonostante le difficoltà e i numeri che abbiamo dovuto fronteggiare, siamo rispettati nel mondo per come abbiamo gestito il fenomeno dell'immigrazione".

Con il decreto approvato oggi andiamo verso "un nuovo modello di accoglienza: l'Italia ha fatto grande sforzo, siamo orgogliosi, ora il paese va più orientato verso un'accoglienza diffusa, perciò abbiamo fatto un patto con l'Anci e si lavora per avere in tempi ragionevoli una progressiva diminuzione dei grandi centri d'accoglienza", ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti. A tal fine, saranno individuati i centri, tra quelli destinati alla prima accoglienza, ove allocare i flussi di migranti per le esigenze di soccorso e prima accoglienza, nei quali viene effettuato un primo screening sanitario e sono avviate le procedure di identificazione, assicurando l'informazione sulla procedura internazionale, sul programma di ricollocazione all'interno di altri Stati membri dell'Unione europea, nonché sulla possibilità del ricorso al rimpatrio volontario assistito. "Previsto poi che il decreto di negazione sulla domanda d'asilo non sia reclamabile, ma ricorribile solo in Cassazione". Con la speranza che tutto funzioni come previsto. "Il procedimento sarà più snello, senza tuttavia indebolire le garanzie" è stata la precisazione del Guardasigilli, il quale ha aggiunto che verranno istituite "in 14 tribunali ordinari delle sezioni specializzate, con giudici dedicati a questa attività, che applicano la legge partendo dalla conoscenza del fenomeno migratorio". Adesso a ministero, prefetture, comuni e associazioni, oltre che naturalmente alle forze dell'ordine, l'attuazione concreta.

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