Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Trump, primo colloquio telefonico con Xi Jinping

Esposti Saturniano | 10 Febbraio, 2017, 19:41

Con una decisione all'unanimità, i tre giudici hanno deciso di mantenere attiva la sospensione del divieto, determinata con una sentenza di primo grado da James Robart, giudice federale dello stato di Washington. Da noi ci sono molti assassini. Un'altra lezione di democrazia "vera" che gli Stati Uniti stanno dando al mondo.

La corte d'appello di San Francisco ha negato il ripristino del bando del presidente Usa Donald Trump che vieta l'ingresso di rifugiati e cittadini provenienti da sette Paesi islamici, confermando cosi' la decisione di un giudice federale di Seattle. Stavolta non si tratta della cosiddetta Trumpflation, la prospettiva di una reflazione alimentata dal piano di investimenti pubblici e di protezionismo del neo eletto presidente Usa, bensì delle dichiarazioni del capo della Casa Bianca sui tagli alle tasse.

L'ordine esecutivo firmato da Trump il 27 gennaio scorso ha gettato nel caos gli aeroporti per tutto lo scorso fine settimana e ha scatenato un'ondata di proteste che ancora prosegue in moltissime città Usa.

Trump aveva motivato la sua decisione definendola necessaria per la sicurezza nazionale e per garantire maggiori controlli ai confini, ma il "muslim ban" aveva ricevuto dure critiche e portato a numerose proteste e manifestazioni nelle città degli Stati Uniti. Vari mezzi di informazione hanno riferito che in questi giorni sono state respinte 100mila persone in possesso di visto provenienti da Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. One China è la politica di riconoscimento di un unico Stato col nome di Cina, la Repubblica popolare cinese, e non della Repubblic of China, come si fa chiamare Taiwan (che secondo la One-China Policy è invece parte della Cina).

"L'America di Trump e il Giappone di Abe rappresentano una combinazione perfetta - sottolinea Jesper Koll, Head of WisdomTree in Japan - non solo perché entrambi sono espressione di una forte personalizzazione delle loro politiche ("prima il mio paese"), ma perché i programmi economici e finanziari presentano dei punti di contatto: Abe è determinato a ben disporre Trump, offrendo progetti infrastrutturali finanziati dal Giappone, ma realizzati dagli Stati Uniti". La nota della Casa Bianca di stamani indica un cambio di rotta a seguito della 'lunga e molto cordiale' conversazione telefonica con Xi Jinping, la prima dall'elezione di Trump. È quanto riportano alcuni media americani. Il colloquio dovrebbe avvenire nella serata italiana.

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