Venerdì, 13 Dicembre, 2019

Italicum, le motivazioni della sentenza: "Dal ballottaggio nessun premio di governabilità"

Italicum ecco le motivazioni della Consulta CONSULTA
Evangelisti Maggiorino | 10 Febbraio, 2017, 01:01

"Mentre lede la libertà del voto un sistema elettorale con liste bloccate e lunghe di candidati, nel quale è in radice esclusa, per la totalità degli eletti, qualunque indicazione di consenso degli elettori, appartiene al legislatore -spiegano i giudici della Consulta- discrezionalità nella scelta della più opportuna disciplina per la composizione delle liste e per l'indicazione delle modalità attraverso le quali prevedere che gli elettori esprimano il proprio sostegno ai candidati".

La Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 35/2017 relativa alla legge n. 52/2015 sulla legge elettorale, l'Italicum.

La soglia di sbarramento introdotta con l'Italicum "non è irragionevolmente elevata" e "non determina di per sé, una sproporzionata distorsione della rappresentatività dell'organo elettivo", scrivono i giudici della Consulta che evidenziano: "Non può essere la compresenza di premio e soglia, nelle specifiche forme ed entità concretamente previste dalla legge elettorale, a giustificare una pronuncia di illegittimità del premio: ben vero che qualsiasi soglia di sbarramento comporta un'artificiale alterazione della rappresentatività di un organo elettivo, che in astratto potrebbe aggravare la distorsione pure indotta dal premio".

Il premio di maggioranza del 40 per cento non è irragionevole. Lo scrive la Corte Costituzionale nelle motivazioni sull'Italicum. Da tali disposizioni dunque si produce "un effetto distorsivo" analogo a quello individuato dalla Consulta nella sentenza contro il Porcellum.

"La nostra Costituzione -aggiunge- impone di avere sistemi elettorali per le due Camere che non ostacolino la formazione di maggioranze parlamentari omogenee". Il ballottaggio è da cancellare perché non garantisce la rappresentatività.

Inoltre, i giudici rilevano che la legge elettorale deve garantire maggioranze omogenee tra Camera e Senato, mente l'Italicum a causa della sua struttura non risponde a questa esigenza e, riferendosi all'esito del referendum costituzionale che prevedeva tra i vari punti l'abolizione del bicameralismo perfetto e del senato elettivo, la Corte Costituzionale "non può esimersi dal sottolineare che l'esito del referendum ex art. 138 Cost. del 4 dicembre 2016 ha confermato un assetto costituzionale basato sulla parità di posizione e funzioni delle due Camere elettive".

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