Lunedi, 24 Giugno, 2019

Il gip di Milano: procuratore Aosta resta ai domiciliari

Agerola. Favori al pm imprenditore caseario resta ai domiciliari Il gip di Milano: procuratore Aosta resta ai domiciliari
Esposti Saturniano | 09 Febbraio, 2017, 09:18

Si complica la posizione di Pasquale Longarini, ex pm di Aosta agli arresti domiciliari con l'accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità. Sul viaggio in Marocco pagato da due imprenditori "il dottor Longarini non è stato in grado di fornire alcuna spiegazione, limitandosi a definire il fatto 'una leggerezza' da lui commessa". Sono poi "attuali e concreti" i pericoli di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove.

Di fronte all'accusa di aver "abusato della sua qualità di pm" per "indurre Sergio Barathier" (titolare dell'Hotel Royal & Golf di Courmayeur e suo indagato per reati fiscali) a "rifornirsi per 70.000-100.000 euro con il Caseifico Valdostano di Gerardo Cuomo", imprenditore "legato al pm da amicizia", il magistrato ha ammesso di aver telefonato la mattina del 4 gennaio al direttore dell'albergo di Barathier per segnalare Cuomo in vista di un futuro incontro, ma ha sostenuto di non sapere ciò che tutti sanno ad Aosta, e cioè che il proprietario fosse Barathier, ossia il suo indagato. "Tutti gli episodi emersi sono caratterizzati da modalità 'disinvolte e inopportune' di svolgere la funzione di pm" e sono stati "sostanzialmente ammessi da Longarini sia pure riconducendoli non alla volontà di favorire qualcuno ma a una scelta di apertura e disponibilità all'utenza condivisa con la dirigenza dell'ufficio giudiziario". A Longarini - che davanti ai colleghi di Milano ha respinto le accuse - viene contestato anche il favoreggiamento, perché avrebbe avvisato Cuomo appunto di essere controllato nell'ambito di indagini sulla 'ndrangheta condotte dalle procura di Torino.

"Sia Longarini che Cuomo - scrive il gip - hanno ammesso che effettivamente il primo si è reso disponibile nei confronti del secondo in plurime occasioni e, specificatamente, in quelle menzionate nell'ordinanza cautelare emessa, al fine di agevolarlo nella risoluzione di problematiche personali o lavorative". E nelle carte dell'inchiesta spunta anche il nome di Gabriele Accornero, presidente del Forte di Bard nonché dirigente di Finaosta: Cuomo, nell'interrogatorio, avrebbe spiegato di essersi recato da Barathier con lui per proporgli il contratto di fornitura. Costui vendette anni fa l'immobile che contiene anche l'appartamento del pm e che in seguito manifestò problemi al tetto tali da richiedere lavori di sistemazione, sicché i bonifici sarebbero il generoso rimborso dei costi spontaneamente offerto dal venditore: selettivo però nella propria generosità, posto che avrebbe ritenuto di rimborsare le spese solo al pm e non anche agli altri condomini.

L'ex procuratore capo e l'imprenditore Cuomo sono ancora ai domiciliari.

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