Domenica, 20 Ottobre, 2019

Cyberbullismo, per 8 ragazzi su 10 è lecito insultare sul web

MaBasta il movimento anti bullismo che ha conquistato Sanremo Cyberbullismo, per 8 ragazzi su 10 è lecito insultare sul web
Acerboni Ferdinando | 07 Febbraio, 2017, 23:59

La Polizia di Stato e la Scuola si prefiggono un obiettivo comune: prevenire episodi che possano sfociare in fatti più gravi e talvolta penalmente rilevanti. A Chieti l'iniziativa si terrà presso la scuola secondaria di primo grado "Vicentini Della Porta".

La formazione sui temi della sicurezza e dell'uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, della Università e della Ricerca è assolutamente determinante.

Ed è stata proprio quella testimonianza a dare la forza a Paolo Picchio di impegnarsi in prima linea alla lotta al cyberbullismo: "Proprio per la lettera che Carolina ha lasciato ho voluto raccogliere il testimone, affinché tragedie come quella della mia famiglia non si ripetano" ha spiegato il padre della ragazza; "Sono andato nelle scuole, ho incontrato migliaia di ragazzi che restano sconvolti dalla storia di Carolina e che poi si rivolgono a me per parlare, per aprirsi: è fondamentale che genitori e ragazzi si aprano al dialogo, per lasciare da solo, isolato, il bullo". Il 76% dichiara che insulti o frasi aggressive riguardano l'aspetto fisico, l'abbigliamento, i comportamenti. Gli insulti ripetuti o la pubblicazione di immagini lesive sono ritenuti leciti perché ritenuti circoscritti ad un ristretto numero di persone che ne avrebbero accesso.

I MECCANISMI DELL'AGGRESSIONE in rete evidenziano la particolare insistenza ed il compiacimento nell'esporre la vittima, accanto ad una assenza di empatia e di incapacità di percepire conseguenze ed effetti: sembra che il mondo virtuale si configuri come caratterizzato dalla possibilità di conferire liceità ad ogni comportamento. Con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all'utilizzo improprio del web. Ma cos'è realmente il Safer Internet Day? Sempre di più prevenzione e formazione, si legge in una nota, si rivelano gli strumenti più efficaci per evitare che i giovani cadano nella trappola del web e per far sì che gli adulti prendano coscienza dei mezzi a loro disposizione per proteggere e difendere i ragazzi dai pericoli del web.

E queste manifestazioni di odio spesso sfociano in drammatici fatti di cronaca, come, estremizzando, il suicidio della vittima che era stata condannata alla gogna mediatica.

Il Progetto coinvolgerà 40.405 studenti e più di 80 mila tra docenti e genitori, presenti in 114 scuole medie di 15 regioni.

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