Mercoledì, 24 Luglio, 2019

L'allarme di 600 docenti universitari: "Gli studenti non sanno l'italiano"

Studenti tre su quattro semianalfabeti. Tragedia nazionale ignorata L'allarme di 600 docenti universitari: "Gli studenti non sanno l'italiano"
Evangelisti Maggiorino | 06 Febbraio, 2017, 12:58

Addirittura alcuni Atenei sono arrivati ad organizzare, per porvi rimedio, dei corsi di recupero.

GLI STUDENTI NON SANNO L'ITALIANO: LE MISURE VOLUTE DAI 600 DOCENTI - La scuola si ribella contro "il disastro culturale dei nostri giovani, non si può continuare così": fa discutere la lettera dei docenti italiani anche perchè si "permette" di delineare anche varie possibili riforme nel sistema di studio degli primi 8 anni di scuola dell'obbligo, il cosiddetto Primo Ciclo (5 anni di elementari e tre di medie).

"Da tempo - si legge nella lettera indirizzata a presidente del Consiglio, ministra dell'Istruzione e Parlamento - i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare". Nella lunga lista dei firmatari, compaiono tra gli altri, anche i filosofi Massimo Cacciari e Roberto Esposito, gli storici Ernesto Galli della Loggia e Luciano Canfora, i costituzionalisti Carlo Fusaro e Paolo Caretti, diversi i rettori.

"Circa i tre quarti degli studenti delle triennali sono di fatto semianalfabeti", si legge tra i commenti dei firmatari alla lettera.

Il documento non si limita a segnalare un'emergenza che, benché gravissima, non è adeguatamente percepita dall'opinione pubblica. "È francamente avvilente trovarsi di fronte ragazzi che vogliono intraprendere la professione di giornalista e presentano povertà di vocabolario, scrivono come se stessero redigendo un sms, con conseguenti contrazioni di vocaboli, o inciampano sui congiuntivi". "Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema", aggiungono i docenti. Secondo gli insegnanti il sistema scolastico non interverrebbe in modo appropriato, svalutando sul piano didattico il tema della correttezza ortografica e grammaticale. Purtroppo l'insegnamento di base, invece di concentrarsi su poche ed essenziali competenze, tende ad ampliarsi e a complessificarsi a dismisura, coi risultati che constatiamo. "Dobbiamo dunque porci come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti". "La situazione, poi, è resa oggettivamente problematica dalla latitanza di troppe famiglie, che mandano a scuola bimbi incapaci di una normale convivenza".

Altre Notizie