Domenica, 21 Luglio, 2019

Usa: giudice boccia il blocco dei visti, Trump fa ricorso

Evangelisti Maggiorino | 06 Febbraio, 2017, 12:15

La Corte d'Appello di Washington ha annunciato stamattina di avere respinto il ricorso presentato ieri dal dipartimento di Giustizia Usa contro la sentenza del giudice di Seattle James Robart, che aveva sospeso l'ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump bloccava l'ingresso negli Stati uniti, per 90 giorni, di cittadini provenienti da sette Paesi musulmani. Un giudice federale di Seattle ha emanato una sentenza di portata nazionale, in cui si sottolinea che "non esiste prova che sia necessario proteggere gli Stati Uniti da individui provenienti" da Siria, Iraq, Iran, Somalia, Sudan, Libia e Yemen.

In un tweet, il capo della Casa bianca aveva accusato il giudice che ha cassato il decreto di aprire il paese a potenziali terroristi. E un analogo provvedimento è stato preso dal dipartimento per la Sicurezza interna, che ha fatto sapere che non imporrà alle compagnie aeree lo stop per passeggeri dotati di visto interessati dal bando disposto da Trump.

La Casa Bianca ha comunicato che ritiene "legale e appropriato" l'ordine esecutivo del presidente Trump e che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti intende presentare un ricorso di emergenza "nel più breve tempo possibile" contro questa "Decisione scandalosa", poi l'aggettivo è stato eliminato.

"Non posso semplicemente credere che un giudice abbia potuto mettere cosi' a rischio il nostro Paese". Per i due Stati il provvedimento era da considerarsi discriminatorio e che diverse sezioni del decreto potessero essere incostituzionali. Per il presidente americano "è molto interessante che alcuni Paesi mediorientali siano d'accordo con il bando". Il divieto era entrato in vigore dopo la firma di Trump il 27 gennaio scorso. Il portavoce del ministero degli Esteri ha spiegato che la scelta di emettere i visti dipende anche dalla decisione del giudice federale di Seattle di "fermare l'esecuzione di restrizioni discriminatorie contro l'ingresso di cittadini iraniani in America".

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