Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Omicidio D'Elisa: contestato a Di Lello l'omicidio premeditato

Vasto i genitori di Di Lello Omicidio D'Elisa: contestato a Di Lello l'omicidio premeditato
Evangelisti Maggiorino | 06 Febbraio, 2017, 07:47

Nella casa circondariale di Torre Sinello si alternano a fargli visita gli avvocati difensori, Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. Il faccia a faccia in carcere durante l'interrogatorio di garanzia è durato poco più di due minuti: "Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare", hanno detto i suoi legali affermando che Di Lello "piange in continuazione" ed è molto pentito.

Non si ferma la polemica scatenata dal web.

I genitori di Di Lello: "Gli dovevano togliere il porto d'armi" - I genitori dell'uomo hanno anche parlato della pistola di Fabio, poi usata per uccidere Italo D'Elisa.

Vasto. Dopo l'incidente nel quale ha perso la vita Roberta Smargiassi "Italo D'Elisa, nell'incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento". Fioriscono le pagine facebook che lodano la vendetta di Di Lello definendolo un gladiatore e non si placano le accuse contro Italo D'Elisa e contro la lentezze e il marciume della giustizia italiana."Basta con i social media".

"Tornavo dall'allenamento dei ragazzi (prima dell'arresto Fabio Di Lello aiutava il tecnico delle giovanili del Cupello, una delle squadre in cui aveva giocato da giovane) - ha confessato Di Lello - e me lo sono visto davanti in bici, veniva in senso contrario al mio".

Anche il padre di Roberta Smargiassi, la moglie di Fabio di Lello morta nell'incidente è sconvolto. Il parroco, che ha portato le condoglianze delle famiglie, ha tra l'altro segnalato ai presenti il fatto che 'E' qui presente il fratello di Roberta', con l'auspicio che 'Queste morti riportino nella nostra comunità un po' di serenità'.

A chilo attacca risponde: "Non sono esaltato ma solamente una delle poche persone che può capire che vuol dire essere uccisi e raccontarlo". Io mi fido della giustizia. Tanti i giovani con i palloncini bianchi, come la bara che accoglie i suoi resti per una vita spezzata dal dolore di Di Lello che non gli ha perdonato di essere il responsabile della morte della sua Roberta. Se funzionasse la giustizia, certe cose nemmeno accadrebbero... in questo Paese la legge ti induce a compiere azioni estreme. Andava al cimitero anche di notte, saltava il muro e stava lì con lei. Perché, se il desiderio di giustizia di Fabio era più che legittimo e pienamente comprensibile, non era certamente accettabile il linciaggio mediatico nei confronti del ragazzo ancora prima che gli inquirenti accertassero l'esatta dinamica dell'incidente e le effettive responsabilità. "Piange e si dispera".

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