Lunedi, 21 Ottobre, 2019

Omicidio Vasto, Roberta era incinta e Fabio stava male

Omicidio Vasto, Roberta era incinta e Fabio stava male Omicidio Vasto, Roberta era incinta e Fabio stava male
Evangelisti Maggiorino | 06 Febbraio, 2017, 06:54

L'intervento del vescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte nel corso del quale ha auspicato una giustizia più sollecita poiché quando è lenta "non è più giustizia e produce anche effetti come questi tragici a cui si è assistito a Vasto", ha visto a stretto giro la risposta del procuratore della Repubblica e del presidente del Tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio e Bruno Giangiacomo, i quali non ritengono che la vicenda nella quale D'Elisa era imputato per omicidio stradale per la morte di Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello "possa essere catalogata come episodio di lentezza della giustizia" anzi "segnala al contrario, la celere trattazione del processo". Gli ho detto: "mio figlio sta male, sta davvero molto male, ricoveratelo". Ma la mobilitazione per dare giustizia a Roberta, la ragazza morta investita, e anche le sparate più violente sul web, nascono dal fatto che l'Italia è il Paese del Bengodi. "Due giorni prima del delitto avevo chiesto che fosse ricoverato perché lo vedevo male" confessa la madre. Lo hanno detto gli stessi Di Lello alla stampa dicendo che la risposta era stata che se non era lui a chiederlo i medici non avrebbero potuto far nulla. Di Lello aveva il porto d'armi da una decina d'anni e spesso andava al poligono ma neppure i suoi familiari sapevano che aveva comprato una pistola.

"A chi parla di perdono - si legge ancora - consiglio un test: provate a stare 30 minuti fermi senza potervi muovere magari con una mosca che vi passeggia sulla faccia senza la possibilità di cacciarla via. solo perché chi vi ha investito aveva fretta di tornare a casa e quindi percorreva contromano una strada per mettersi primo al semaforo". E lui di chiacchiere ne faceva tante. Gli dicevo: 'Mi vuoi rovinare? Cinque, dieci anni... e tu mi fai questo?'.

Il nostro codice penale è uno dei pochi a contenere anche il criterio di "proporzionalità" tra difesa e offesa che permetta ai giudici di valutare in caso di conflitto di valori e di beni.

L'esame è stato fatto a Chieti per consentire al professionista una serie di prelievi e di prove comparative, avvalendosi anche delle immagini di una videocamera di un locale che ha ripreso la scena dell'omicidio, in possesso dei carabinieri. La strada è di tutti'. Ma c'è di più. ', e usciva sbattendo la porta. Non l'abbiamo mai confermato, prima d'ora.

Angelo D'Elisa a L'Arena di Giletti: "Mio figlio era un morto vivente". Volevano annunciarlo il 2 luglio, il giorno dopo l'incidente.

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