Martedì, 20 Novembre, 2018

Usa: giudice blocca provvedimento immigrazione di Trump, sarà battaglia

Giudice blocca ordine su stop a immigrati Casa Bianca dà battaglia Usa: giudice blocca provvedimento immigrazione di Trump, sarà battaglia
Deangelis Cassiopea | 05 Febbraio, 2017, 08:18

Il braccio di ferro non è tuttavia terminato e gli Stati di Washington e Minnesota hanno fatto ricorso, ottenendo da parte del giudice federale James Robart una ingiunzione restrittiva verso il provvedimento che ha effetto su tutto il territorio degli Stati Uniti. Secondo una tradizione oramai radicata, il neopresidente ha reagito con un tweet, in cui ha definito. La notizia è stata confermata da un funzionario a conoscenza della decisione, ma che ha parlato in forma anonima. La Casa Bianca ha confermato che la sentenza verrà annullata con un ordine di questo tipo: l'ha definita "vergognosa" (termine poi eliminato in una seconda versione del comunicato), specificando che sarebbe stata bloccata il prima possibile per ripristinare "l'ordine appropriato e legale" stabilito dal divieto imposto da Trump. La settimana scorsa i genitori della piccola Fatemah avevano tentato di entrare in Oregon con un visto turistico ma erano stati respinti perché provenienti da uno dei sette Paesi a maggioranza musulmana colpiti dal bando del presidente Donald Trump. Un addetto al controllo degli ingressi all'aeroporto di San Francisco ha detto al Guardian di non aver ricevuto istruzioni precise sull'applicazione della sentenza di Seattle.

Sulla vicenda è intervenuto il giudice Robart, che ha ritenuto fondata la richiesta avanzata da Washington e Minnesota e ha emesso un'ingiunzione restrittiva nei confronti del divieto temporaneo, che ora dovrà essere valutato a 360 gradi al fine di verificare la presenza di elementi discriminatori e incostituzionali.

A fermare Donald Trump ci pensa la giustizia. Quella di bloccare decisioni prese dal governo su base nazionale non è una pratica insolita per i tribunali distrettuali americani. Il nuovo presidente si è scagliato, fra gli altri, contro i manifestanti che lo contestano, il Messico, l'Iran, il New York Times, il Washington Post, l'amministrazione Obama, diversi esponenti politici democratici e repubblicani, Arnold Schwarzenegger, l'Università di Berkeley e il sistema informatico della Delta Airlines.

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