Lunedi, 22 Luglio, 2019

Trump, via al protezionismo: ritira Usa da TTP. Schiaffo al Giappone

Trump, via al protezionismo: ritira Usa da TTP. Schiaffo al Giappone Trump, via al protezionismo: ritira Usa da TTP. Schiaffo al Giappone
Evangelisti Maggiorino | 25 Gennaio, 2017, 16:29

I leader di Australia e Nuova Zelanda hanno riaffermato oggi che il Tpp ha ancora valore: Singapore ha detto di voler parlare con gli altri Paesi reputando non più sostenibili gli attuali assetti, mentre la Malaysia ha avvertito con il fallimento dell'alleanza commerciale dovrà guardare a un'alternativa come la Rcep (Regional comprehensive economic partnership), l'iniziativa di Pechino che esclude gli Usa, oppure a favorire l'ingresso di nuovi Paesi nel Tpp, come Indonesia e Cina.

Subito al lavoro il Presidente degli Usa, Donald Trump, che dalla Casa Bianca ieri ha firmato tre ordini esecutivi capaci di creare già tensioni a livello politico.

Il magnate, che si è dimesso da tutte le sue società, ha anche confermato che parlerà di accordi commerciali con Theresa May, quando s'incontreranno venerdì. Siamo al terzo giorno di governo e la costruzione del muro era stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Trump.

Come la sua stessa elezione, la firma di Trump sul decreto che ha cancellato la presenza di Washington nell'accordo di libero scambio tra 12 paesi del continente asiatico e di quello americano ha gettato nel panico i governi che avrebbero dovuto farne parte, tutti costretti con ogni probabilità a fare i conti con l'aggravarsi delle tendenze protezioniste che la nuova amministrazione Repubblicana sembra prospettare per l'immediato futuro.

"Lo slogan che ha lanciato è: "produrre in Usa e assumere americano" e ha promesso inoltre di tagliare del 75% il quadro regolatorio e una riduzione delle tasse per la middle class e per le società dall'attuale 35% al 15%-25%".

Il peso messicano ha bruciato i precedenti guadagni fino a scendere ai minimi di sessione contro il dollaro statunitense dopo la notizia per cui il piano di Trump sull'immigrazione è in arrivo.

Per davvero, si ritornerà ad un'America che potrà consumare solo ciò che viene prodotto sul suo suolo nazionale? Si tratta tuttavia di una formalità visto che il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato. Uno smartphone è una fonte di rischio notevole per le comunicazioni delicatissime di un capo di stato: le chiamate possono essere intercettate, le foto possono contenere informazioni preziose per scovare dettagli che rischiano di minare la sicurezza personale del Presidente, per non parlare ovviamente dei testi contenuti nei messaggi e nelle email. Lo stesso accadrà ora a Donald Trump: anche se, conoscendo il carattere del neo-eletto, ci saranno senz'altro delle sorprese ad attenderci.

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