Martedì, 16 Luglio, 2019

Farmacie in sciopero contro la vendita di farmaci in ospedale

Giovedì 26 gennaio farmacie chiuse di mattina lo sciopero contro distribuzione diretta farmaci Farmacie in sciopero contro la vendita di farmaci in ospedale
Machelli Zaccheo | 25 Gennaio, 2017, 15:40

L'esponente leghista chiede alla Giunta Bonaccini "per quale motivo l'accordo stipulato nel giugno 2014 dalla Regione Emilia Romagna con le farmacie pubbliche e private del territorio per far coesistere vantaggi economici e qualità del servizio sia stato disatteso e quali azioni intenda porre in essere per tutelare da un lato la sopravvivenza e la professionalità della rete farmaceutica regionale costituita da circa un migliaio di attività dislocate sia in aree urbane che in zone periferiche e, dall'altro l'accessibilità, la fruibilità e la qualità del servizio farmaceutico erogato ai cittadini, limitandone i disagi e le difficoltà nelle modalità di ritiro dei medicinali".

Per questa ragione, le farmacie dell'Emilia-Romagna hanno deciso di ricorre all'arma dello sciopero, unite sotto lo slogan "chiudere un giorno per non chiudere per sempre" e di arrestare sul nascere la nuova norma, esattamente come fecero, a livello nazionale, quando il governo monti cercò di liberalizzare la vendita dei farmaci in fascia A, scontrandosi con la dura opposizione dei farmacisti e tornando rapidamente su suoi passi a seguito di lunghi giorni di serrate e chiusure. Lo sciopero, previsto dalle 8.30 alle 12.30, è stato indetto da Federfarma per "evitare che le farmacie si ritrovino senza farmaci, un paradosso e una presa in giro per la collettività". Qualche esempio? "Abbiamo un anziano di Ariano Ferrarese che deve andare a prendere i medicinali a Copparo mentre a Filo la cittadinanza è spaccata in due: chi abita verso il fiume, la parte sotto Ravenna, trova i farmaci in farmacia mentre l'altra parte, quella sotto Ferrara, deve andare all'ospedale di Argenta".

Le motivazioni che hanno spinto i farmacisti dell'Emilia Romagna a scioperare sono legate all'aumento della distribuzione diretta di determinati farmaci.

Il patto, sottoscritto da Regione, Federfarma e Assofarm, prevede che "la Asl acquista il farmaco e le farmacie lo distribuiscono ai cittadini". La richiesta alla Regione è di ridurre di un terzo i pazienti presi in carico direttamente.

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