Giovedi, 18 Luglio, 2019

Rapporti con la 'Ndrangheta, sequestri in città

Rapporti con la 'Ndrangheta, sequestri in città Rapporti con la 'Ndrangheta, sequestri in città
Evangelisti Maggiorino | 12 Gennaio, 2017, 04:25

La Direzione Investigativa Antimafia di Firenze ha sequestrato un patrimonio stimato in oltre cinque milioni di euro nei confronti di tre imprenditori calabresi operanti in Toscana. I dettagli dell'operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà questa mattina, presente il Procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Firenze.

I sequestri, avvenuti nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Crotone, riguardano 9 società, 19 immobili (tra fabbricati e terreni), 6 beni mobili registrati (5 autovetture e 1 motoveicolo) e 40 rapporti bancari (conti correnti, libretti di deposito e dossier titoli), riconducibili a 21 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche. Iuzzolino, Castiglione e Benincasa sono indagati per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e altri reati di natura tributaria.

Gli investigatori sono riusciti a provare che tra gli indagati e gli appartenenti alla famiglia "Giglio", organici all'omonima 'ndrina dominante a Strongoli, ci fossero legami "economici" provati dalle transazioni di denaro effettuate senza alcuna giustificazione lecita. Sugli stessi beni nel marzo 2016 era scattato un altro sequestro, quella volta preventivo, per Iuzzolino nell'ambito di un'inchiesta coordinata sempre dalla procura di Firenze in merito a un meccanismo di reimpiego di capitali dal settore delle costruzioni, a Prato e in Calabria, e poi reimmessi nell'economia legale in esercizi commerciali a Firenze e Prato tipo bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie.

A far scattare le misure di prevenzione è stata l'enorme sproporzione tra i redditi dichiarati dai tre imprenditori e dai loro familiari e le ingenti somme investite.

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