Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Sentenza Ue: "No a lezioni di nuoto separate per le bambine musulmane"

ANSA									+CLICCA PER INGRANDIRE ANSA +CLICCA PER INGRANDIRE
Evangelisti Maggiorino | 11 Gennaio, 2017, 02:39

A stabilirlo è stata la Corte europea dei diritti dell'uomo che, da Strasburgo, ha ammesso che costringere le giovani a nuotare con i loro coetanei è "un'interferenza nella libertà di religione", ma "non si tratta di una violazione".

Le ragazze musulmane della Svizzera dovranno frequentare lezioni di nuoto miste. Secondo i coniugi, che nella sentenza sono descritti come "ferventi praticanti della religione mussulmana", le autorità, così facendo, avevano violato il loro diritto alla libertà di religione sancita dall'articolo 9 della Convenzione europea dei diritti umani. Secondo il tribunale di Strasburgo la Svizzera ha " Il diritto di dare la precedenza alle regole della scuola e alla piena integrazione" degli studenti.

I due genitori musulmani di Basilea, di origine turca ma naturalizzati svizzeri, si erano visti bocciare il loro ricorso nel marzo 2012 dal Tribunale federale, che aveva confermato la sanzione inflitta dalle autorità basilesi nel luglio 2010 e approvata dal Tribunale amministrativo cantonale nell'agosto 2011. Il Tribunale federale respinse le istanze della coppia sostenendo che il contestato obbligo di partecipare ai corsi di nuoto misti non costituiva una violazione inammissibile della libertà religiosa, nemmeno per i bambini di confessione musulmana.

A scuola maschi e femmine frequenteranno insieme le lezioni di nuoto. Nella sentenza pubblicata oggi, la Corte afferma che le autorità cantonali devono "far prevalere l'obbligo per i bambini di seguire integralmente la scolarità e il successo della loro integrazione sull'interesse privato dei genitori di vedere le loro figlie dispensate dai corsi di nuoto misti per motivi religiosi".

Altre Notizie