Sabato, 24 Agosto, 2019

Frode olearia tra Puglia e Calabria, olio spacciato per Made in Italy

Frode olearia tra Puglia e Calabria, olio spacciato per Made in Italy Frode olearia tra Puglia e Calabria, olio spacciato per Made in Italy
Machelli Zaccheo | 03 Febbraio, 2016, 20:34

Bloccato un traffico di falso olio Made in Italy, pari a 2mila tonnellate per un valore complessivo di 13 milioni di euro. Otto le persone indagate, accusate di frode agroalimentare e reati fiscali.

Alla luce di quanto emerso dall'indagine, sotto il coordinamento del pm della Procura di Trani Antonio Savasta, con la collaborazione della Guardia di Finanza di Andria, Crotone e Gioia Tauro sono stati eseguiti 16 sequestri e 12 perquisizioni. Questi coloranti, atossici, sono banditi dalle olive e da svariati anni gli organi di controllo vigilano affinché le olive verdi da mensa commercializzate ne siano esenti.Per poter eludere la sorveglianza, recentemente sono state messe a punto nuove tipologie di frodi, per cui, al posto dei coloranti a base di clorofilla, le olive vengono immerse in soluzioni concentrate a base di solfato di rame, ossia "verniciate", come si dice nel gergo di chi pratica questo tipo di frode, per conferire una colorazione verde intensa, anche in presenza di olive raccolte nell'annata precedente e, dunque, caratterizzate da una colorazione estremamente sbiadita.

Olio d'Oliva, "oro" italiano, ricercato per le sue proprietà benefiche, il suo gusto. "L'operazione si inserisce nel quadro di una strategia di prevenzione e contrasto che stiamo sempre più rafforzando". "Il nostro primo obiettivo è difendere i consumatori dalle truffe e dare spazio sul mercato ai produttori che lavorano onestamente". Le imprese pugliesi e calabresi, secondo la ricostruzione, si occupavano della falsa documentazione attestante che il prodotto era made in Italy; olio che poi, con complicate triangolazioni, arrivava presso ignari soggetti imbottigliatori, pronto per essere confezionato e venduto.

Tra questi ultimi, sicuramente anche quelli umbri che non hanno alcun interesse a rovinare un mercato di nicchia di alta qualità che può sopravvivere a qualunque crisi e concorrenza sleale.

Un'altra spinta alle truffe - aggiunge Coldiretti - potrebbe venire anche dal via libera di un ulteriore contingente di 35mila tonnellate di olio tunisino a dazio zero approvato dalla Commissione internazionale del Parlamento Europeo. Un settore, che può contare a livello regionale su quasi 7,5 milioni di piante di olivo che coprono circa 30.000 ettari e permettono di produrre mediamente circa 70mila quintali di olio l'anno.

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