Giovedi, 19 Luglio, 2018

Siria: a Ginevra regime e opposizione non si siedono allo stesso tavolo

Siria iniziati i colloqui di pace dopo la strage dell'Isis a Damasco Siria iniziati i colloqui di pace dopo la strage dell’Isis a Damasco Di Alessio Cappuccio 2 Febbraio 2016
Evangelisti Maggiorino | 03 Febbraio, 2016, 15:46

De Mistura ha incontrato la delegazione dell'opposizione mentre è saltato il tavolo con il governo di Damasco, che è stato però riprogrammato. Sono previsti colloqui, separati, anche con i rappresentanti del governo di Assad, alla ricerca di una difficile soluzione per fermare la guerra civile.Un'emergenza di cui i civili pagano il prezzo più alto senza ricevere un aiuto adeguato dai paesi ricchi, denuncia Oxfam. Ad opporsi (per ora invano) alla loro presenza sono stati, oltre a Damasco, la Russia e l'Iran.

È salito ad almeno 80 il bilancio delle vittime e a 110 dei feriti dell'attacco al santuario sciita di Sayyida Zeinab, a sud di Damasco, e di altre due esplosioni. "L'Europa sta già facendo molto e deve fare ancora di più per lottare unita contro la minaccia terroristica", ha sottolineato il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi, insistendo su una maggiore cooperazione di polizie e intelligence e sulla prevenzione. Nello stesso mese venne colpito anche un autobus di pellegrini libanesi diretto alla moschea, in un attentato rivendicato dal fronte al Nusra, legato ad al Qaida, e costato la vita a nove persone.

I due attentatori suicidi hanno attivato le cinture esplosive poco dopo la deflagrazione del veicolo, facendosi saltare in aria tra i soccorritori che erano accorsi per aiutare i feriti.

A Damasco in Siria c'è stato oggi un doppio attentato che ha provocato, secondo alcune almeno 45 morti ma, per altre diffuse dai media locali le vittimo dovrebbero essere almeno 60.

A Ginevra sono giunti anche rappresentanze delle opposizioni non facenti parte dell'Hnc, come il Gruppo del Cairo, gradito da Mosca, e i rappresentati della minoranza cristiana. Ha aggiunto che questa è "probabilmente l'unica opportunità di mettere fine al conflitto in Siria, che ha causato e continua a causare tanta sofferenza a tante persone".

La condanna, ancorché ferma e unanime, rientra nella logica della diplomazia internazionale, ma sul campo il risultato è che lo Stato Islamico continua a portare avanti i propri obiettivi, mentre la coalizione si limita a qualche raid aereo e niente più. Ma ora tutto sembra rimesso in discussione e la speranza, o forse l'illusione, che si stesse compiendo un primo passo per garantire la fine delle sofferenze della popolazione civile subisce una nuova e brusca frenata d'arresto.

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