Lunedi, 22 Luglio, 2019

Migranti: Svezia, 15enne uccide addetta centro profughi

Un poliziotto nel centro per richiedenti asilo di Mölndal Svezia 25 gennaio 2016 Un poliziotto nel centro per richiedenti asilo di Mölndal Svezia 25 gennaio 2016
Evangelisti Maggiorino | 26 Gennaio, 2016, 14:54

Un'impiegata di un centro per rifugiati sito a Molndal, in Svezia, è stata accoltellata a morte: il presunto assalitore, posto in stato di fermo dalla polizia, è un minorenne. Lui è un 15enne del quale non sono note altre generalità, lei invece una giovane 22enne svedese operatrice del centro "Hvb" - Hem för vård eller boende (casa di accoglienza e cura), che si occupa della gestione delle richieste di asilo di minori non accompagnati fra i 14 e i 17 anni.

La donna aveva 22 anni, e per ora non sono chiari i motivi che hanno portato all'aggressione e all'omicidio: per evitare strascichi violenti la polizia ha preferito non divulgare notizie riguardanti l'identità del ragazzo, di cui non sono stati forniti dettagli sull'età o la nazionalità, per quanto un'agenzia di stampa locale abbia affermato che questi avrebbe 15 anni. Sulle motivazioni che hanno scatenato la lite mortale indagano ancora gli inquirenti. Il coltello usato per compiere il brutale assassinio è stato ritrovato all'interno della struttura. "L'autore è stato sopraffatto dagli altri residenti, che sono sconvolti". "Era un angelo che voleva solo fare del bene", ha detto un cugino, citato dal giornale svedese 'Expressen'. Il fatto di cronaca, tuttavia, rischia di avere pesanti ripercussioni proprio nei giorni in cui il tema dominante è quello della sospensione del trattato di Shenghen. Eppure proprio la Svezia, insieme alla Germania, è stato il Paese che più di ogni altro ha accolto le domande di asilo dei profughi nel corso del 2015. La Svezia è anche uno dei paesi dell'Unione Europea con la più alta percentuale di rifugiati in relazione agli abitanti e ha da poco introdotto dei controlli temporanei alle frontiere nel tentativo di controllare il flusso di persone. Siamo costretti a occuparci sempre più spesso di incidenti nei centri di accoglienza, ha spiegato il portavoce della polizia Dan Eliasson.

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