Venerdì, 25 Mag, 2018

Il primo trapianto di testa su una scimmia è italiano

Il primo trapianto di testa su una scimmia è italiano Il primo trapianto di testa su una scimmia è italiano
Machelli Zaccheo | 21 Gennaio, 2016, 15:45

Torna a far parlare di sé il neurochirurgo italiano Sergio Canavero, impegnato nella controversa ricerca sui trapianti di testa, e lo fa lanciando un appello ai "miliardari russi" e al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, invitandoli ad "investire fondi per rendere possibile il primo trapianto di testa nella storia del pianeta". Il medico italiano, coadiuvato da una équipe di ricercatori della Università di Harbin, in Cina, ha unito i vasi sanguigni di collo e testa ma non la spina dorsale.

L'operazione è stata effettuata da un italiano, Sergio Canavero, soprannominato il dottor Frankenstein.

Il medico torinese ha parlato alla pubblicazione scientifica di un esperimento che avrebbe effettuato su un topo: sostiene di aver ricucito il midollo spinale dell'animale. Il medico italiano ha reso noto che l'intervento è perfettamente riuscito e la scimmia è vissuta per più di 20 ore poi è stata soppressa per evitarle ulteriori sofferenze.

Canavero ha raccontato che un intervento del genere potrà essere effettuato anche sugli esseri umani nel giro di 2 anni. Ma potrà svolgersi in Russia, o in altri paesi europei, nei quali tuttavia non ci sarebbe la volontà politica di procedere. L'operazione non potrebbe però essere eseguita in Cina per ragioni etiche e biologiche. Ora bisogna trovare nuovi fondi e un Paese che si occupi di ospitare l'intervento, lasciando lavorare il dottor Canavero.

L'uomo che si vuole sottoporre al primo trapianto di testa già c'è ed è un russo che si chiama Valery Spiridonov che da anni combatte con una malattia genetica. "Direi che abbiamo molti dati su cui basarci ─ sottolinea Canavero ─ E' importante che la gente smetta di pensare che sia impossibile perché è assolutamente possibile, ci stiamo lavorando". "Abbiamo fatto uno studio pilota per testare alcune idee su come prevenire gli infortuni", continua Canavero il cui lavoro è sponsorizzato dal governo cinese. Secondo il medico italiano, questa prova dimostrerebbe che è possibile sopravvivere all'intervento raffreddando la testa a -15 gradi. "Non è quindi vero che si tratta di una pratica illegali". Durante il trapianto il paziente, originario di Napoli, ha avuto la possibilità di chiacchierare con i medici che stavano eseguendo l'operazione.

Le prospettive, per quanto forse gotiche, sono fantascientifiche.

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