Venerdì, 24 Gennaio, 2020

Polonia, indagine di Bruxelles per presunta violazione dello stato di diritto

Esposti Saturniano | 16 Gennaio, 2016, 03:17

La decisione presa oggi, e annunciata in conferenza stampa dal primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, consiste nell'avvio di una "valutazione preliminare" - che in realtà è il primo stadio una sorta di procedura d'infrazione - mirante a stabilire un dialogo con il paese coinvolto, la Polonia appunto, per prevenire l'aggravamento delle "minacce sistemiche allo Stato di diritto" secondo i termini usati nella Comunicazione con cui la Commissione europea varò il "Quadro", nel marzo 2014.

Per la prima volta la Commissione europea ha deciso di avviare contro la Polonia la procedura cosidetta dello stato di diritto, un meccanismo preliminare che consentirà a Bruxelles di analizzare se alcune riforme avviate dal nuovo governo ultra-conservatore polacco violano i principi europei sullo stato di diritto. "Senza questo, non c'è democrazia".

Per Timmermans, "lo scopo del processo che abbiamo lanciato è quello di chiarire i fatti in un modo obiettivo, valutare la situazione in modo più approfondito e iniziare un dialogo con le autorità polacche senza pregiudicare eventuali prossimi passi".

Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, in una lunga telefonata con il capo del governo polacco ha cercato di stemperare la tensione, ma, in particolare la nuova legge sui media, con la determinante influenza esercitata dall'esecutivo nel controllo dei media pubblici, è destinata ancora a far discutere molto.

Il presidente del consiglio polacco Beata Szydlo: "La Polonia è stata ingiustamente accusata di cose che non esistono nel nostro Paese, di violare i principi dello stato di diritto. Non è vero. La democrazia è viva e vegeta in Polonia", ha detto Szydlo al parlamento.

Altre Notizie