Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Anche la Svizzera confisca i beni ai migranti

Mano dura di Svizzera e Danimarca contro i profughi Anche la Svizzera confisca i beni ai migranti
Evangelisti Maggiorino | 15 Gennaio, 2016, 20:01

Un volantino con scritto "consegnare i propri beni in cambio di una ricevuta".

La confisca dei beni dei migranti discussa al Parlamento danese sta recentemente attirando l'attenzione mediatica ma, ha ricordato giovedì la SRF, in Svizzera una misura analoga è in vigore già da diversi anni.

La trasmissione "10vor10" ha informato dell'applicazione di tali disposizioni in centri di registrazione. Il programma '10 vor 10′ ha mostrato il suddetto foglietto di una rifugiata siriana, che la donna ha detto di aver ricevuto dalle autorità quando ha dovuto consegnare "più della metà" del denaro che la sua famiglia era riuscita a consegnare, dopo aver pagato i trafficanti che le hanno fatta raggiungere l'Europa.

L'emittente ha citato l'autorità per l'immigrazione Sem, che motiva la misura dicendo che la legge chiede ai richiedenti asilo e rifugiati di contribuire quando possibile ai costi per l'assistenza sociale. Una portavoce della SEM ha comunque chiarito che "se qualcuno lascia volontariamente il paese entro sette mesi dal suo arrivo, può ottenere i soldi indietro e portarseli via: altrimenti, il denaro viene utilizzato per coprire i costi" dovuti alla sua permanenza. Inoltre, in Svizzera chiunque ottiene il diritto di restare e lavorare deve consegnare il 10% del proprio stipendio per un periodo fino a 10 anni, sino a che avrà ripagato 15mila franchi, secondo quanto riportato dalla televisione svizzerotedesca Srf. Intanto, si viene a scoprire che la suddetta legge prevede che, all'arrivo in Danimarca, la polizia sia autorizzata a procedere con delle perquisizioni e che, di tutto ciò che verrà confiscato, soltanto anelli nuziali ed oggetti di evidente valore sentimentale vengano lasciati ai loro possessori.

I migranti potranno tuttavia conservare i beni "di valore affettivo", come gioielli, medaglie o ritratti di famiglia.

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